REGGIO
EMILIA - Esodo di tifosi scaligeri allo stadio "Giglio" per la 9a di
campionato: 2.500 i tifosi gialloblù presenti nell'esaurita curva
ospiti. Remondina ritrova in extremis Pugliese, che parte titolare,
e schiera Anselmi al posto dello squalificato Ceccarelli. Fascia
di capitano ad Andy Selva. Dominissini conferma invece le previsioni
della vigilia, col fantasista Alessi alle spalle della coppia
Temelin-Rossi.
Berrettoni dalla destra serve l'accorrente Cangi (6'), il difensore
controlla la palla superando Mei e conclude a lato di sinistro. Due
minuti dopo ci prova Esposito, che raccoglie un tiro di Pensalfini
respinto dalla retroguardia granata, ma la palla è alta sopra la
traversa. Stessa sorte per una botta dai venticinque metri di
Stefani su punizione (13'). Al 16' si rende pericoloso Temelin:
aggancio volante sugli sviluppi di un lancio dalle retrovie e
mancino verso il secondo palo, Rafael va in presa. Al 31' Pensalfini
vede Tomasig poco fuori dai pali e prova la battuta dalla distanza,
senza però inquadrare lo specchio della porta. Al 35' doppio
intervento di Cangi su calcio d'angolo di Berrettoni, bravo
l'estremo difensore dei padroni di casa a chiudere in uscita.
Triangolazione sulla trequarti Berrettoni-Pensalfini con
l'attaccante romano che colpisce al volo da posizione defilata
(56'), Tomasig manda in corner. Preziosismo in area veronese di
Temelin al 68', quando l'ex Cremonese smarca con un colpo di tacco
Alessi, la cui conclusione verso il palo lontano è debole.
Contropiede velocissimo della squadra di Dominissini al 75' con
Guidetti che smarca Rossi, Rafael manda in corner. Sul pallone va
Alessi che imbecca ancora la punta emiliana, intervento prodigioso
del numero uno brasiliano in tuffo. Tiro dal limite del neo-entrato
Colombo col sinistro dopo un rinvio di Rafael, Tomasig controlla la
sfera finire a lato (86'). Allo scadere azione centrale di Rantier,
il francese tira dal limite ma la palla va alta.
La
partita termina dopo 4 minuti di recupero, buon punto per gli uomini
di Remondina su un campo molto ostico. Gialloblù primi a pari merito
con il Pescara (2-1 al Ravenna) ed il Portogruaro (sconfitto 1-0
dall'Andria BAT).
L’Hellas ritrova la
vetta
Niente gol al «Giglio»: tanto
basta per scatenare la festa
PUNTO
D’ORO. Si chiude senza gol l’atteso confronto del «Giglio»
L’Hellas è in vetta
A Reggio basta
il pari per far festa
I
gialloblù ci provano ma gli emiliani
di
Dominissini replicano colpo su colpo.
Al 91’
la conferma della leadership in classifica scatena l’applauso
di
Luca Mantovani
REGGIO EMILIA
Negli spogliatoi, a fine partita, l’applauso è scattato spontaneo.
Il Verona è primo in classifica, non accadeva da una vita. Dieci
anni o giù di lì, erano i tempi di Prandelli e Totò De Vitis, della
promozione dalla B alla A.
Questa è la Lega Pro, per carità, ma salire in vetta dopo nove
giornate è un messaggio che regala grande ottimismo, va letto in
quest’ottica anche il pari con la Reggiana.
Uno zero a zero che interrompe il trend positivo - quattro vittorie
in quattro gare - ma che rilancia le ambizioni di una squadra che
adesso guarda tutti dall’alto in basso.
C’è compagnia in vetta, questo è vero, ma il Pescara ora dovrà
giocare in trasferta con la Spal mentre il Portogruaro dovrà
affrontare in casa la Cavese dopo essere caduto ad Andria mentre l’Hellas
potrà giocarsela al Bentegodi lunedì sera, in posticipo.
L’occasione per il sorpasso? Chissà. Intanto è meglio tenersi
stretto questo pareggio, uno zero a zero combattuto dal primo
all’ultimo minuto, non sono mancate le emozioni, da una parte e
dall’altra.
IL VERONA GIOCA... IN CASA. La prima, forse la più grande, la
regalano i duemilacinquecento tifosi che affollano la Curva Nord del
Giglio, un muro tutto gialloblù che canta per due ore, sempre
insieme con la squadra. Brividi in tribuna, sussulti in campo.
L’Hellas parte meglio, ormai il gruppo è collaudato e gioca a
memoria. Al Giglio si rivede la solita squadra, Remondina sceglie
ancora il 4-3-3, in avanti ci sono Berrettoni e Ciotola con Selva,
Colombo e Rantier partono dalla panchina. In difesa il tecnico
recupera Pugliese in extremis, conferma Cangi e Comazzi, getta nella
mischia Anselmi al posto dello squalificato Ceccarelli.
Non cambia nulla in mezzo con Esposito in regia, Russo e Pensalfini
a sostegno.
Non fa sforzi di fantasia neppure Dominissini, squadra titolare
confermata, con il recupero di Alessi alle spalle delle due punte e
la novità D’Alessandro sulla fascia destra al posto di Mallus.
A MEMORIA. Il Verona gioca a memoria, i padroni di casa subiscono e
soffrono ma cercano di tenere alti i ritmi e di portare il pressing
a tutto campo. Il tecnico reggiano manda Alessi in marcatura su
Esposito e, quando il regista gialloblù trova la giocata buona per
liberarsi e riprendere in mano la bacchetta del direttore
d’orchestra, tocca a Saverino sacrificarsi per la causa granata.
La «gabbia» funziona ma il Verona ha altre frecce al suo arco. Dopo
pochi minuti Pensalfini libera Cangi sulla destra, il terzino entra
in area e tira. Troppo debole, para Tomasig. Passano pochi secondi e
arriva la replica reggiana.
Scambio al limite tra Rossi e Alessi, il fantasista si presenta solo
davanti a Rafael, batte a rete e segna ma l’arbitro ha già fermato
tutto per fuorigioco.
Scattano le proteste granata, Tidona fa finta di nulla.
Si alza la tensione al 24’ quando Selva tocca con la mano un cross
dalla destra di Nardini.
Secondo l’arbitro il fallo è volontario ma concede una punizione dal
limite. In effetti potrebbe starci il rigore ma il direttore di gara
torinese non si fa commuovere.
Intorno alla mezzora il Verona alza il ritmo e va due volte vicino
al vantaggio. Prima con Pensalfini che fa partire una gran botta di
sinistro dalla trequarti poi con Cangi che batte a rete da due
passi, a colpo sicuro. Paratona di Tomasig che respinge.
Il primo tempo si chiude senza altre emozione, i giocatori rifiatano
per dare qualcosa di più nella ripresa.
ANCORA ALL’ASSALTO. I due tecnici non cambiano nulla e, al
riaccendersi delle ostilità, l’Hellas spinge ancora
sull’acceleratore.
Al 6’ Ciotola si libera bene in area e mette la palla in mezzo,
Selva arriva con un attimo di ritardo. Dopo cinque minuti splendido
scambio tra Pensalfini e Berrettoni, l’attaccante romano prova la
gran botta, Tomasig para.
La replica della Reggiana non si fa attendere, Rossi è l’attaccante
più vivo, prima si libera sulla fascia e mette un pallone perfetto
in mezzo, poi prova la botta ma Rafael mette in angolo. Remondina
cambia Ciotola con Rantier poi si arrende anche Anselmi e il tecnico
gialloblù getta nella mischia Massoni. La difesa tiene, la Reggiana
non trova più sbocchi. Alla fine c’è spazio anche per Colombo che
regala un po’ di forza in più all’attacco Hellas. Al 41’ l’ex
attaccante del Bari prova la botta dal limite, fuori di poco, allo
scadere l’occasione che potrebbe cambiare la partita. Sponda di
Selva, gran lancio di Colombo, Rantier se ne va e prova il
pallonetto dal limite, alto sopra la traversa. Finisce pari, va bene
anche così.