In pieno
recupero punizione dalla trequarti di Esposito,
Ceccarelli
svetta in mischia e regala tre punti ai gialloblù
RAVENNA
- Prima di iniziare la 6a di campionato si apre con un minuto di
raccoglimento per ricordare Brian Filipi, attaccante albanese del
Ravenna scomparso la scorsa settimana a seguito di un incidente
stradale. Vincenzo Esposito, costretto a rinunciare a Ferrario,
Anzalone e Ciuffetelli, schiera Piovaccari punta avanzata supportato
da Toledo, con Fonjock a centrocampo. Remondina conferma dieci degli
undici che hanno iniziato lunedì contro la Ternana, sostituendo
Garzon con Pensalfini. 1.602 i tifosi scaligeri accorsi al "Benelli".
Traversone pericoloso dal fondo di Berrettoni, in azione sulla
sinistra, Selva a centro area sbaglia il controllo e Fonjock
allontana (12'). Al quarto d'ora Toledo serve Piovaccari sulla
destra, il cross dell'ex Primavera dell'Inter è chiuso in corner di
testa da Cangi. Conclusione di Russo al 18' a seguito di una palla
smistata dal centro da Selva, tiro alto sopra la traversa.
Contropiede gialloblù al 23' con l'attaccante sammarinese che
imbecca sulla corsa Berrettoni, palla a lato di un soffio. Risposta
romagnola di Toledo due minuti, conclusione dal limite verso il
secondo palo che termina un metro furoi dalla porta di Rafael.
Berrettoni aggancia sulla trequarti ed appoggia per Russo (33'),
cross dalla sinistra di Pensalfini, l'incornata di Selva si stampa
sull'incrocio dei pali. Centro dello stesso attaccante scuola Lazio
al 43', Selva appoggia per Ciotola che poco distante da Anania
sbaglia lo stop tra due avversari.
Punizione dai venticinque metri di Selva al 49' a seguito di un
fallo di Giordano (ammonito) su Berrettoni. Tiro angolato verso
l'incrocio ma debole, Anania blocca. Russo rimette sulla destra per
Cangi (55'), traversone rasoterra su cui batte Selva di prima
intenzione, palla alta. Al quarto d'ora della ripresa il neo-entrato
Rantier converge dalla destra verso il centro e scocca un mancino
strozzato a terra, Anania blocca. Selva rimedia un calcio di
punizione ai venti metri all'87', Esposito tocca per Rantier la cui
botta è respinta di pugno dall'estremo difensore avversario. Al 91'
calcio piazzato dalla trequarti calciato da Esposito,
Ceccarelli svetta nella mischia e incorna alle spalle di
Anania.
meritata dopo una prova convincente
contro un’avversaria
che non è mai stata pericolosa
Decisiva la rete di testa di
Ceccarelli al 92’
di
Luca Mantovani
RAVENNA
Alla fine della gara una tifosa gialloblù mostra orgogliosa il
tatuaggio. Sul braccio c’è scritto «...solo quelli che provano a
raggiungere l’assurdo otterranno l’impossibile». Sembra la
fotografia della vittoria del Verona a Ravenna. Questa volta
Remondina ha osato, questa volta Remondina ha vinto. Sei punti in
due partite: il Portogruaro e la Ternana sono in fuga ma l’Hellas è
sempre lì, a tre punti dalla vetta. È la risposta del tecnico a
tutti quelli che lo avevano criticato, a tutti quelli che lo
contestano. È vero: il gol della vittoria è arrivato in extremis. Ma
il successo del Verona va al di là del risultato. È una vittoria
limpida, meritata, senza ombre. Selva e compagni hanno tenuto in
mano la partita dal primo all’ultimo minuto, hanno costruito tre
occasioni da gol limpide, hanno colpito un incrocio dei pali. E il
Ravenna? Non pervenuto. Solo un tiro di Toledo dal limite dell’area,
poi il nulla. Solo tanta confusione. In questo momento l’Hellas è
troppo forte per i romagnoli. Una superiorità tecnica e tattica
perfino imbarazzante.
Non era una partita facile. Il Ravenna giocava non solo per la
classifica ma anche per onorare la memoria di Brian Filipi, il
giovane compagno di squadra scomparso tragicamente la settimana
scorsa. Il Verona ha interpretato la gara nel modo migliore. Prima
ha cercato di vincerla con la qualità, poi si è fatto rispettare
fisicamente, quando il Ravenna ha provato ad alzare i ritmi. La
fatica del posticipo non si fa nemmeno sentire. Remondina rimette in
campo la stessa squadra: dieci giocatori su undici sono gli stessi
con Rafael in porta, Cangi e Pugliese sulle fasce, Comazzi e
Ceccarelli al centro della difesa; tridente offensivo con Selva,
Berrettoni e Ciotola, in regia Esposito a sostegno Russo e
Pensalfini che gioca al posto di Garzon. Il capitano va in panchina
e a fargli compagnia c’ gente come Rantier e Colombo, Anselmi e
Campagna: gente che in Lega Pro può fare la differenza. Questa è la
forza del Verona di quest’anno.
Il Ravenna, invece, deve fare a meno di tre centrali esperti come
Ciuffettelli, Anzalone e Ferrario. Così Esposito si affida a
Giordano e Fasano e chiede un sacrificio a Sciaccaluga e Fonjock, i
due centrocampisti che devono dare una mano al pacchetto arretrato.
E loro fanno quello che possono: si capisce che i padroni di casa
possono diventare pericolosi quando si allargano sulle fasce con
Toledo e Packer o cercano centralmente Piovaccari, ma l’Hellas non
concede nulla; Comazzi e Ceccarelli sono implacabili, Cangi e
Pugliese sono i padroni delle corsie esterne e appena vedono un
varco si gettano alla ricerca di gloria in attacco. Esposito prende
in mano la bacchetta del direttore d’orchestra e detta i tempi con
una regolarità incredibile, Selva tocca mille palloni e favorisce
tutta la manovra offensiva.
La cronaca. All’11’ buona l’azione sulla destra: cross in mezzo di
Berrettoni, Selva cerca di stoppare ma un difensore avversario
rimedia come può. Il Ravenna non reagisce, gioca in casa ma pensa
solo a difendere. Il Verona non è brillantissimo, non si rivedono le
giocate che hanno esaltato il Bentegodi lunedì sera nella sfida con
la Ternana, ma i gialloblù sanno aspettare, mettono pressione agli
avversari senza prestare fianco al contropiede. Al 22’ il gol del
vantaggio sembra cosa fatta. Perfetto Selva che difende palla in
mezzo, assist di Berrettoni che se ne va tutto solo: l’attaccante
del Verona entra in area, si trova a tu per tu con Anania e fa
partire una gran botta fuori di poco. Un paio di minuti dopo arriva
l’unico tiro verso la porta del Ravenna: fiammata di Toledo che fa
partire un bel destro dal limite che finisce fuori. Tutto qua, poi
solo Verona. Al 33’ l’occasionissima. Perfetto il cross di
Pensalfini per Selva, splendido il colpo di testa, palla che sbatte
sull’incrocio dei pali. Non è finita. Al 43’ ancora una bellissima
azione del Verona libera Berrettoni sulla sinistra, palla in mezzo,
sponda di Selva, Ciotola è lì a due passi ma non trova il tempo per
la battuta.
Finisce il primo tempo, applausi per i gialloblù che giocano
praticamente in casa con duemila tifosi al seguito. La ripresa
inizia nello stesso modo. Hellas in avanti, Ravenna che si difende
senza controbattere. Ma la partita si può vincere, Remondina ha le
carte giuste in panchina e le tiene per l’assalto finale. Dopo un
quarto d’ora ecco Rantier per Ciotola, qualche minuto dopo
Pensalfini chiede il cambio e c’è pronto Garzon. Il Ravenna reagisce
timidamente con Scappini che prende il posto di Piovaccari, ma
l’ultima mossa di Remondina sconvolge il palinsesto romagnolo: fuori
Berrettoni, dentro Colombo; Verona con due punte e Rantier
fantasista alle spalle degli attaccanti. I gialloblù spingono,
mettono palloni in area, provano l’uno contro uno, la difesa
ravennate resiste. Quando la gara sembra destinata allo zero a zero,
il colpo del ko. Punizione di Esposito dalla trequarti, in mezzo
all’area spunta la testa di Ceccarelli, palla in fondo al sacco.
Apoteosi Hellas sotto la Curva gialloblù.