Esordio
in campionato dal primo minuto per Andrea Burato (per lui 6 presenze
finora, solo una in Prima Divisione): il centrocampista scuola
Chievo sostituisce lo squalificato Esposito, mentre Cangi torna
sulla corsia destra della linea difensiva. Cappellacci, costretto a
rinunciare a Birindelli, De Angeli e Negro, appiedati dal Giudice
Sportivo, risponde con l'ex di turno N'Zè a far parte della
retroguardia. Più di quattrocento i tifosi scaligeri giunti per
l'occasione allo stadio "Dei Marsi".
Al 10'
Di Gennaro serve Berrettoni in profondità, diagonale di Molinari
che impone la sua stazza fisica e chiude
sull'attaccante romano. Vantaggio marsicano al 12' con
Locatelli, bravo a trovare il tap-in su un traversone dalla
sinistra spizzato da Bettini. I padroni di casa, galvanizzati dalla
rete dell'1-0, si rendono pericolosi sulla destra con Bettini che
crossa verso il primo palo, Comazzi anticipa Rebecchi. Punizione di
Rantier (16') dalla trequarti, Cangi manca l'aggancio e Bifulco fa
suo il pallone.
Ghiotta
occasione per il francese al 18': Anselmi lancia lungo, l'ex
Piacenza controlla ed arriva a tu per tu con l'estremo difensore
avversario, abile a non farsi ipnotizzare dalle finte. Punito un
intervento su Berrettoni all'altezza dei venti metri al 21'. La
conclusione di Rantier finisce tra le braccia di Bifulco. Servizio
col contagiri di Burato per Berrettoni (40'), doppio passo e tiro di
sinistro da parte di quest'ultimo, palla sull'esterno della rete.
Pugliese smarca Berrettoni in area al 47', il destro dell'ex Bassano
è contrato dal pacchetto arretrato biancoverde. Traversone dalla
destra di Russo (49'), Cangi tenta l'incornata senza inquadrare lo
specchio della porta. Capolavoro di Rantier al 52':
girata col mancino dalla linea dell'area di rigore sull'appoggio di
Berrettoni, Bifulco è battuto. Spiovente di Cangi per Di Gennaro
(58'), intervento puntuale di Molinari a spazzare. Tiro strozzato di
Rantier (65') su passaggio di Berrettoni, il diagonale è preda del
numero uno marsicano.
Azione
personale di Farias al 78', quando il brasiliano riceve sulla
sinistra da Pugliese, punta Locatelli e conclude a rete, ma la mira
è imprecisa. Colombo approfitta di un'indecisione della difesa
biancoverde e s'invola verso la porta, il destro è mandato in angolo
da Bifulco (82'). Rimpallo fortuito su cui si avventa Bettega,
appostato in area di rigore, all'85', Rafael in uscita fa suo il
pallone. Corner di Farias (89') su cui impatta Anselmi, palla sopra
la traversa.
La
partita termina dopo 5' di recupero, porta gialloblù inviolata dopo
quasi un anno, la squadra di Remondina mantiene tre lunghezze di
vantaggio nei confronti del Portogruaro, corsaro a Cava dè Tirreni.
I gialloblù vanno sotto all’inizio del
primo tempo
ma solo nella ripresa ritrovano
intraprendenza.
Pareggiano, però poi non riescono più
a passare
di
Luca Mantovani
AVEZZANO
L’Hellas è ancora malato, su questo non ci sono dubbi. Ma il
pareggio di Avezzano diventa un «brodino caldo» per una squadra in
convalescenza. Nelle ultime quattro partite l’Hellas ha raccolto tre
punti, adesso ha solo tre lunghezze di vantaggio sul Portogruaro
secondo in classifica e si è fatto sotto anche il Pescara che ha
vinto in casa con la Spal. Sì, è vero, la rete del vantaggio dei
padroni di casa è chiaramente irregolare - ora si può discutere sul
peso politico della società nei Palazzi che contano visto che tre
degli ultimi quattro gol subiti dal Verona dovevano essere annullati
- ma non può bastare come giustificazione per una prestazione
sottotono, soprattutto nel primo tempo.
L’Hellas affronta un’avversaria che ha venti punti in meno in
classifica, obiettivi diversi e un organico ridimensionato vista la
squalifica di tre giocatori esperti come Birindelli, Negro e De
Angelis, senza la cattiveria, il coraggio, la concretezza di una
squadra che deve difendere con le unghie e con i denti il primo
posto in classifica. Un Verona troppo bello da vedere, tanta
accademia e poche azioni concrete. Non può diventare un alibi
neppure la scelta di baby Burato in cabina di regia al posto dello
squalificato Esposito. Se non gioca una partita così, contro una
delle ultime della classe, insieme a tutti i compagni di squadra più
esperti, quando dovrebbe giocare? L’Hellas però non fa nulla per
mettere Burato a suo agio. Ritmo blando, tanta confusione in mezzo
al campo, manovra offensiva sterile. Non risveglia la truppa neppure
il gol del vantaggio del Pescina, il primo che il Verona subisce in
trasferta. Anzi, si rischia l’effetto contrario. Locatelli raccoglie
un cross di Capparella, toccato di testa da Ferrraresi, e fa centro
in netto fuorigioco, il nervosismo gioca brutti scherzi agli uomini
di Remondina che invadono la metà campo avversaria alla ricerca del
gol ma non hanno le idee e la forza per abbattere il bunker
avversario.
Il primo tempo si chiude con il Pescina in vantaggio e l’Hellas in
difficoltà, solo i 500 tifosi che sono arrivati da Verona per
sostenere la squadra ci credono ancora e non fanno mancare il loro
incitamento nemmeno per un momento.
La ripresa si apre con un Verona più intraprendente, il tecnico
«rispolvera» il 4-3-3 che aveva mandato in archivio con l’arrivo di
Di Gennaro, sposta Berrettoni sulla fascia sinistra con Rantier a
destra e spinge la squadra in avanti. Berrettoni ritrova il passo
giusto e i difensori abruzzesi vanno in tilt. Fantasia al servizio
del gruppo, un paio di accelerazioni importanti, la palla giusta per
Rantier che gira di sinistro al volo e fulmina Bifulco. Siamo al 7’,
c’è ancora un tempo da giocare, più di 40 minuti per girare la
partita e portare a casa tre punti d’oro per la classifica e il
morale.
L’Hellas ci prova, Remondina sostituisce un Di Gennaro molto
affaticato con Corrado Colombo che sta ritrovando la condizione dopo
l’infortunio alla caviglia di Andria, poi manda in campo anche
Farias al posto di Berrettoni, toccato duro da Giordano. I gialloblù
sono padroni incontrastati del campo, passano i minuti e il Pescina
arretra sempre di più il raggio d’azione, in più di un’occasione si
possono contare nove maglie biancoverdi davanti a Bifulco, solo
Bettini resta isolato in avanti. Difficile trovare spazi, Farias ci
prova con una botta da fuori dopo uno splendido slalom, altissimo
sopra la traversa. Colombo scatta sul filo del fuorigioco, entra in
area e prova il gran destro. Bifulco mette in angolo. Le energie
cominciano a scarseggiare, Remondina «pesca» anche la carta Ciotola
per affossare i padroni di casa ma ormai è inutile. Ci prova anche
Anselmi con un bel colpo di testa su corner di Farias, alto sopra la
traversa.
Non si passa, il pareggio è troppo importante per il Pescina, vale
un po’ meno per l’Hellas che ora sente il fiato delle inseguitrici
sul collo.