A causa delle decisioni dell’Osservatorio
Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e del Comitato Nazionale di
Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive i Butei
non hanno potuto seguire l'Hellas nella trasferta di Venezia.
Nella 15a giornata di
campionato
i gialloblù raccolgono un punto al "Penzo"
VENEZIA - Gialloblù
di scena al "Penzo" senza sostenitori al seguito, in virtù della
decisione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
Gli uomini di Cuoghi, galvanizzati dal successo esterno con la
Sambenedettese, si schierano con Semenzato ed Anderson sulle corsie
laterali, Drascek al posto dello squalificato Ruffini, e la coppia
Momentè-Poggi in avanti. Remondina ritrova Mancinelli sulla destra
della linea difensiva, confermando Campisi a centrocampo e Parolo a
supporto del tandem Scapini-Tiboni.
Tricoli
sbaglia il passaggio nei pressi dell’area di rigore al 6’, palla
recuperata da Scapini che viene chiuso dalla difesa, Parolo si
avventa sulla sfera concludendo però addosso a Lotti. Conclusione
pericolosa di controbalzo per i padroni di casa con Galuppo dai
venti metri all’11’, palla alta sopra la traversa.
Tiboni
controlla palla in area al 25’ e serve Scapini leggermente defilato,
l’attaccante di Bovolone chiude troppo la conclusione e non inquadra
la porta. Lo stesso Scapini scocca il destro da fuori area, Lotti
controlla il pallone uscire di poco. Allo scadere della prima
frazione lancio di Moracci dalle retrovie spizzicato da Lebran,
mancino di Scapini dall’interno dell’area sul quale Lotti risponde
con un miracolo.
Al quarto
d’ora del secondo tempo punizione tagliata di Anderson dal lato
destro dell’area di rigore, Poggi di testa manda a lato. Sponda di
Tiboni di testa per Parolo al 78’, il centrocampista conclude
malamente. Campisi serve dal corner Mancinelli che con un tiro-cross
impegna Lotti, bravo a deviare sopra la traversa.
È l’ ottavo risultato positivo consecutivo
anche se al Penzo
i gialloblù dominano per 80 minuti e falliscono
diverse occasioni
Ripensi al primo tempo e ti arrabbi. Poi guardi la classifica e vedi
che le prime della classe sono ancora lì, che il Venezia ha subìto
per ottanta minuti il gioco dei gialloblù, che l’Hellas ha messo in
fila l’ottavo risultato utile consecutivo. E, allora, anche il
pareggio del Penzo assume un significato diverso. Ma l’Hellas ha
lasciato in Laguna due punti importanti, su questo non ci sono
dubbi.
Basta rivedere le occasioni sprecate da Parolo e Scapini nel primo
tempo per capire che ci poteva stare la prima vittoria in trasferta
della stagione, un successo che avrebbe portato Bellavista e
compagni in zona play off.
Non è andata così, pazienza. Resta negli occhi un bel Verona, una
squadra che gioca a testa alta, senza subire niente. Remondina dà
ancora continuità alla formazione titolare, tornano in campo dieci
degli undici che avevano iniziato la partita con il Legnano, esce
solo Campagna per ridare posto il posto a Mancinelli che ha smaltito
l’infortunio di Portogruaro.
Cuoghi risponde con un Venezia ordinato ma troppo rinunciatario, tre
«granatieri» come Lebran, Tricoli e Galuppo in mezzo all’area, Bono
fa il metodista con Drascek e Collauto a sostegno, sugli esterni
Anderson e Semenzato che giocano in linea con i difensori senza
spingersi troppo avanti. Il pressing dei gialloblù manda in tilt il
dispositivo tattico lagunare, Momentè e Poggi vengono stritolati
nella morsa di Ceccarelli e Conti.
Passano pochi minuti, sei per la precisione, e il Verona può passare
in vantaggio. Funzione il pressing gialloblù, Parolo conquista palla
sulla trequarti, serve Scapini che si libera al limite e fa filtrare
una palla in area, Parolo è solo davanti al portiere, può fare
quello che vuole ma cerca la conclusione di forza. Lotti respinge,
la palla si alza a campanile, Lebran salva sulla linea.
Un’occasione incredibile. Il Venezia è scosso, non reagisce, l’Hellas
è padrone del campo. Solo un tiro dalla distanza di Bono per i
lagunari, altissimo sopra la traversa.
Verona ancora avanti con Garzon sulla fascia, bello il cross,
Campisi gira in rovesciata, fuori di un soffio. Non ci sono i tifosi
gialloblù ma l’Hellas spinge ancora, capisce che può farcela, che la
vittoria è lì, a portata di mano.
Al 26’ Tiboni si traveste da Superman, grandissima giocata la limite
dell’area, slalom tra due uomini e assist perfetto per Scapini, a
pochi passi da Lotti. Pronta la girata di sinistro, palla fuori.
Si gioca sempre nella metà campo del Venezia ma il Verona non trova
il colpo del ko, manca un po’ di concretezza in area ma non è
facile. Sembra fatta al 35’ quando Tiboni vince un contrasto al
limite della regolarità con Lebran, Scapini è solo davanti a Lotti,
botta di destro, il portiere del Venezia si supera e mette in
angolo.
Alla fine del primo tempo, i pochi tifosi del Venezia - solo 325 i
paganti per il derby del Penzo - non sono certo soddisfatti per la
prestazione dei loro beniamini.
Inizia la ripresa e gli allenatori mandano in campo gli stessi
giocatori che avevano concluso il primo tempo ma si capisce subito
che l’inerzia della partita è cambiata.
Il Verona cerca di respirare e di far uscire allo scoperto i padroni
di casa, i veneziani si limitano a qualche ripartenza sulla fascia,
Anderson e Semenzato hanno più libertà, ci provano con qualche cross
ma l’unico pericolo arriva su calcio da fermo.
Punizione di Semenzato dalla destra, sinistro tagliato, colpo di
testa di Poggi, palla fuori. Il Venezia è tutto qui.
Passano i minuti e il Verona riprende in mano la situazione.
Remondina manda in campo Girardi al posto di Scapini e pochi minuti
dopo l’attaccante serve a Parolo un’altra occasione incredibile. Il
fantasista entra in area e si presenta davanti a Lotti, il sinistro
finisce fuori.
La porta lagunare è stregata, l’Hellas capisce che è meglio gestire
la gara per non regalare qualche occasione in più agli avversari.
Solo in pieno recupero un cross sbagliato di Mancinelli si
strasforma in un tiro insidioso ma Lotti mette ancora in angolo.
Finisce così, l’Hellas deve accontentarsi di un punto.