A causa delle decisioni dell’Osservatorio
Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e del Comitato Nazionale di
Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive non è
stato possibile ai Butei seguire l'Hellas nella trasferta di Padova.
PADOVA - Gialloblù di scena all’"Euganeo"
con la volontà di vendicare gli ultimi tre derby, coincisi con
altrettante sconfitte: zero reti all’attivo e sette al passivo. I
padroni di casa si presentano in campo con la maglia commemorativa
del centenario biancoscudato, priva di sponsor e dal design anni
’50. Chiuso il settore ospiti in virtù delle disposizioni
dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
Gialloblù pericolosi al 4’ con Garzon, che colpisce di destro dal
limite dell’area su traversone di Campisi, Cano controlla. Punizione
dai venti metri di Patrascu al 21’, palla che termina debolmente a
lato. Alla conclusione del centrocampista rumeno risponde Tiboni,
sempre su calcio da fermo, al minuto 33: tiro forte ma impreciso,
alto sopra la traversa.
Primo tiro in porta del match al 51’: Rabito ruba palla sulla
trequarti e scocca il sinistro dai venti metri, Rafael blocca a
terra senza patemi. Un minuto dopo Jidayi manca clamorosamente il
tap-in di testa sugli sviluppi di un lancio dalla sinistra di
Patrascu, patavini pericolosi.
Al quarto d’ora scaligeri in vantaggio: Campisi
controlla dal limite dell’area e di destro trova l’angolino lontano,
Cano è battuto. Pochi istanti dopo Girardi viene atterrato
all’altezza dei venti metri, la punizione calciata da Parolo si
stampa sull’incrocio dei pali.
Varricchio si incunea nella difesa scaligera all’81’, Bergamelli
interviene in maniera provvidenziale prima che l’ex Spezia concluda
a rete. Discesa sulla sinistra di Parolo all’84’, Garzon trova il
tempo dell’inserimento ma non la conclusione, la difesa patavina
spazza via.
Gli uomini di Remondina restano in dieci all’86’: Girardi cade nelle
provocazioni di Petrassi e lo tocca con una testata, il direttore di
gara punisce il gesto mandando l’attaccante sotto la doccia. La
parità numerica viene ristabilita cinque minuti dopo, quando
Giancola punisce le eccessive proteste del terzino Di Venanzio col
cartellino rosso.
Dopo cinque minuti di recupero l’Hellas può festeggiare un successo
nel derby: prova di carattere di Bellavista e compagni, che centrano
il bottino pieno dopo due ko consecutivi.
Il
tabellino
CALCIO PADOVA -
HELLAS VERONA F.C. 0-1 (0-0)
Reti: 59’
Campisi
CALCIO PADOVA
Cano; Carbone, Cesar,
Cotroneo (59’ Petrassi), Falsini (55’ Di Venanzio); Jidayi, Patrascu,
Bovo; Rabito (53’ Baù), Varricchio, Di Nardo. (Facchin, Gentile,
Pederzoli, Gasparello). All. Tesser
Parolo
sfiora il bis e colpisce l’incrocio dei pali
di Luca Mantovani
PADOVA
Finalmente derby. Nel momento più delicato della stagione, nella
sfida più difficile del campionato, Gian Marco Remondina mette in
scena all’Euganeo il delitto perfetto. Nel ruolo di protagonista
recita Luisito Campisi - la sua bordata non dà scampo a Cano e
affonda la corazzata biancoscudata - ma tutta la squadra gialloblù
regala una prestazione di grande personalità.
L’Hellas riscatta le due sconfitte consecutive, aggancia il Padova e
rivede la zona play off, Un bel passo avanti per una squadra che
dovrà affrontare con rinnovato entusiasmo le ultime nove partite
della stagione.
Gli esteti del calcio potrebbero lamentarsi, non s’è visto un grande
spettacolo, soprattutto nel primo tempo, ma chi cerca risultati e
concretezza non può che complimentarsi con Bellavista e compagni.
Remondina deve fare i conti con la squalifica di Rantier e con gli
infortuni di Corrent, Campagna, Scapini e Anaclerio. Ritrova
equilibrio in difesa con Ceccarelli in mezzo all’area in coppia con
Bergamelli ripropone Pugliese sulla sinistra e lascia Mancinelli a
destra. Nulla da inventare a centrocampo con Bellavista in regia
appoggiato da Garzon e Campisi. In avanti si rivedono Girardi e
Tiboni con Parolo alle loro spalle.
Tesser ridisegna il Padova secondo il tradizionale 4-4-2 e basta
leggere la formazione dei biancoscudati per capire che ha ragione il
patron Cestaro quando dice che «prenderebbe tutti a calci nel
sedere...» - metaforicamente parlando, s’intende - e i tifosi
biancorossi che sono stufi di sostenere una squadra che delude da
anni le aspettative dell’ambiente biancoscudato. L’Euganeo offre uno
spettacolo desolante, non ci sono i sostenitori del Verona, quelli
del Padova sono pochi e non si fanno nemmeno sentire. Seguono in
silenzio le evoluzioni di una squadra che viaggia sempre allo stesso
ritmo, senza idee in mezzo al campo, senza lampi di fantasia in
attacco.
Meglio l’Hellas che chiude bene tutti i varchi, alza il bunker
davanti a Bergamelli e Ceccarelli, riparte in contropiede con
Girardi e Tiboni, pronti a combattere tra due «giganti» come
Cotroneo e Cesar. Occasioni da gol? Niente da registrare. Un bel
destro di Garzon, una punizione di Tiboni, una bel sinistro di
Patrascu dal limite. Tutto qua, portieri da senza voto, tanti
sbadigli sulle tribune. Qualche fischio alla fine del primo tempo.
Nella ripresa non cambiano gli uomini in campo ma l’atteggiamento
del Verona è completamente diverso. Sposta il baricentro in avanti,
i centrocampisti gialloblù ritrovano geometrie, gli attaccanti vanno
in pressing. Il Padova è in difficoltà, Tesser cambia Rabito e
Falsini e getta nella mischia Baù e Di Venanzio per dare più
vivacità alla manovra offensiva. Pochi minuti dopo «brucia» anche la
terza sostituzione, brutto infortunio per Cotroneo che lascia il
posto a Petrassi.
I biancoscudati accusano il colpo, il Verona passa in vantaggio.
Bella giocata di Parolo sulla destra, palla in mezzo, Campisi stoppa
al limite e fa partire un gran destro. Cano non può far altro che
raccogliere la palla in fondo al sacco.
Passano sessanta secondi e l’Hellas va vicinissimo al raddoppio.
Punizione dal limite, Parolo fa partire un gran destro, il tiro
sbatte sull’incrocio dei pali, la palla attraversa tutta la linea
con Cano immobile in mezzo alla porta e finisce fuori dall’altra
parte. Scampato il pericolo i padroni di casa provano a reagire ma i
gialloblù si difendono con ordine e mettono ancora paura ai
biancoscudati in contropiede anche perchè Remondina toglie Tiboni e
mette in campo Gomez, una vera spina nel fianco per la retroguardia
biancorossa. Zero idee, tanta rabbia, poca lucidità, il Padova di
Tesser annaspa nel mare in tempesta. Non servono neppure i «tuffi»
in area di Varricchio che cerca il rigore con un po’ di malizia,
Giancola non ci casca e mostra il giallo all’attaccante patavino.
Una mossa che spegne il Padova, Bovo e Jidayi si limitano a qualche
lancio in mezzo all’area ma Ceccarelli e Bergamelli non sbagliano un
pallone, quando non basta il fioretto estraggono la scimitarra. Può
complicare tutto Girardi quando «casca» nella proviocazione di
Petrassi e reagisce con una testata sotto gli occhi dell’arbitro.
Giancola mostra il rosso all’attaccante, Verona in dieci. Il Padova
alza il ritmo ma non basta. Il «fischietto» di Vasto concede cinque
minuti di recupero ma si fa cacciare anche Di Venanzio, dieci contro
dieci, il derby finisce qui.