Al "Rigamonti-Ceppi"
i gialloblù centrano il successo
grazie ad un
penalty del francese
LECCO - La 26a giornata di
campionato dei gialloblù si apre col ricordo di Pietro Arvedi,
scomparso nella notte tra giovedì e venerdì, a tre mesi di distanza
dall’incidente stradale in cui fu coinvolto. Le due squadre scendono
in campo al "Rigamonti-Ceppi" col lutto al braccio, ed osservano un
minuto di raccoglimento prima del fischio d’inizio.
Remondina ritrova Bellavista nella zona nevralgica del campo e
Tiboni in attacco, rispettivamente al posto di Campisi
(squalificato) e Girardi (infortunato). Pellegrino conferma il
4-1-4-1 con Bernini tra la linea difensiva e quella di centrocampo,
con Montalto unica punta. Alteri, favorito alla vigilia per un posto
da titolare, si accomoda in panchina.
Al 6’
punizione del Lecco dalla trequarti calciata da Antonioni e sfiorata
di testa da Villagatti, la palla colpisce il palo esterno, ma
l’arbitro ravvede un fuorigioco. Tiboni spizza un pallone al 13’ al
limite dell’area e serve Rantier, il francese scocca il tiro dalla
destra dell’area di rigore senza inquadrare la porta. Un minuto dopo
Parolo si fa venticinque metri palla al piede e si allarga sulla
sinistra, la conclusione del centrocampista lombardo termina di poco
a lato.
Destro
di Montalto dai venti metri verso il palo lontano al 33’, Rafael
controlla la sfera finire sul fondo. Occasione clamorosa per l’Hellas
al 38’: assist di Tiboni per Rantier che colpisce di testa da pochi
passi, Zappino devia con un colpo di reni, Corrent prova il tap-in
in controbalzo senza però centrare lo specchio della porta.
Allo
scadere della prima frazione doppio miracolo di Rafael: Corti infila
centralmente la difesa avversaria ed appena entrato in area scocca
il destro, respinto dal numero uno brasiliano. Palla raccolta da
Montalto che colpisce di prima intenzione, l’estremo difensore
gialloblù devia nuovamente salvando il risultato.
Batti e
ribatti all’altezza dei sedici metri blucelesti, palla raccolta da
Garzon, conclusione di destro controllata da Zappino quando siamo al
52’. Uno due Rantier-Garzon sul lato destro dell’area di rigore
lombarda al 63’, il mancino dell’ex Piacenza finisce alto sopra la
traversa.
Al 70’
Lecco in dieci per intervento scorretto all’interno dell’area di
rigore di Galeotti su Tiboni. Baratta decreta il penalty: sul
dischetto si presenta Rantier, il cui sinistro
trafigge Zappino. Al 74’ contropiede dello stesso Rantier che a tu
per tu con l’estremo difensore avversario serve il compagno di
reparto, anticipato in extremis da Grimaldi.
Antonioni converge verso il centro al 78’ e scocca il destro dal
limite, Rafael controlla. Discesa del neo-entrato Moracci sulla
sinistra allo scadere del tempo regolamentare, Campagna appoggia per
Parolo il cui destro sfiora il palo. Dopo sei minuti di recupero l’Hellas
può festeggiare un successo fondamentale per le proprie ambizioni,
da dedicare al Conte Arvedi.
I
GIALLOBLÙ MANTENGONO LA PROMESSA E DEDICANO
LA VITTORIA FUORI CASA AD ARVEDI SCOMPARSO VENERDÌ
Con il Conte nel cuore
l’Hellas sbanca Lecco
Ecco l’Hellas
che piaceva
al Conte
Una squadra operaia che si adatta al campo
stretto e agli avversari. Ancora una volta Rantier decisivo su
calcio di rigore
di
Luca Mantovani
LECCO
Julien Rantier guarda in alto dopo il rigore. Le braccia al cielo,
trattiene a stento le lacrime. Questo gol è per il Conte Arvedi,
questa vittoria è per il Conte Arvedi. L’ultimo regalo di una
squadra che lui ha sempre amato.
La gioia per un successo così importante viene mitigato dal dolore
per la scomparsa dell’ex patron. «Ma adesso bisogna guardare avanti,
anche lui avrebbe voluto così», ripetono in coro i suoi ragazzi.
L’Hellas passa anche a Lecco, strappa la terza vittoria in trasferta
del girone di ritorno e rilancia le sue ambizioni nella volata
finale verso i play off. Non cambia il distacco dal quinto posto ma
i gialloblù possono sorridere se guardano le ultime gare della
stagione: giocheranno al Bentegodi cinque delle otto partite, hanno
già affrontato gran parte delle formazioni che occupano le prime
posizioni di classifica, hanno recuperato tante energie psicofisiche
dopo la sosta del campionato.
Una svolta importante per la truppa di Remondina, un successo che va
oltre i tre punti. Il Lecco si giocava con il Verona le ultime
speranze per la salvezza diretta, i gialloblù hanno avuto la forza e
il coraggio di mettersi allo stesso livello dei padroni di casa, di
adattarsi al campo piccolo e stretto, di non usare il fioretto e
sfoderare la scimitarra.
Il tecnico torna da allenatore nello stadio che lo aveva visto
combattere per anni da giocatore e non dimentica le sue
caratteristiche da guerriero. Deve rinunciare a Ceccareli e Campisi
squalificati e all’infortunato Girardi ma recupera Bellavista e fa
piccoli ritocchi alla squadra che aveva battuto la Reggiana. In
avanti schiera Tiboni a fianco di Rantier, in mezzo Bellavista
riprende la bacchetta di direttore d’orchestra e Corrent sale di
qualche metro, in line con Garzon.
Una squadra «operaia» che argina le offensive del Lecco - solo
qualche pallone lungo per cercare il velocissimo Montalto - e
ribatte colpo su colpo. Poco o nulla da segnalare nella prima fase
di gioco ma intorno al ventesimo il Verona batte due colpi nell’arco
di sessanta secondi. Prima tocca a Rantier che si presenta solo
davanti a Zappino ma il suo destro è impreciso, poi la grande
discesa di Parolo si conclude con un sinistro sull’esterno della
rete. Pochi minuti dopo Rantier parte sul filo del fuorigioco e
batte a rete, la palla è buona, l’arbitro ascolta l’assistente e
ferma tutto per fuorigioco.
La reazione del Lecco? Un paio di conclusioni dal limite senza
troppe pretese. Al 38’ occasionissima per i gialloblù. Bravissimi
Parolo e Tiboni a destra, cross per Rantier, colpo di testa, Zappino
respinge come può, la palla resta lì, arriva Corrent che batte al
volo ma non inquadra lo specchio della porta.
C’è solo il Verona in campo ma in pieno recupero il Lecco potrebbe
andare in vantaggio. A sorpresa. Corti entra in area, vince un
rimpallo, è solo davanti a Rafael e prova il destro. Splendida
uscita del portiere brasiliano che respinge, palla a Montalto che
spara a colpo sicuro, Rafael riprende posizione, si distende e
toglie la palla dall’incrocio dei pali.
Inizia la ripresa e non cambia nulla. Stessi uomini, stesso
spartito. L’Hellas spinge, il Lecco si difende. Dopo una manciata di
minuti la prima sostituzione: Corrent ha un problema fisico e deve
uscire, al suo posto Campagna, lo schema tattico è invariato. La
partita non decolla, le due squadre si annullano, al 17’ Rantier
cerca di ravvivare la sfida, bel sinistro a girare, fuori.
Al 25’ l’episodio che decide la gara. Verona ancora in avanti, la
palla è sulla fascia, Galeotti colpisce Tiboni al volto, l’arbitro
vede tutto, concede il rigore all’Hellas e caccia il difensore del
Lecco. Sul dischetto va Rantier, Zappino va da una parte, il pallone
dall’altra, Verona in vantaggio. Grande abbraccio in mezzo al campo,
le braccia al cielo per il Conte Arvedi.
Sembra fatta, pochi minuti dopo Rantier potrebbe chiudere la partita
ma cerca Tiboni a due passi dalla porta. Troppo altruismo, Grimaldi
respinge sulla linea. Una leggerezza che potrebbe costare cara.
Il Verona soffre, Remondina toglie anche Tiboni e Rantier e manda in
campo Gomez e Moracci per tener palla in avanti e dare più fisicità
in mezzo al campo, Pellegrino getta nella mischia Alteri, un altro
attaccante.
Non serve a nulla, Bergamelli e Conti sono due giganti e alzano una
diga davanti a Rafael, i centrocampisti danno una mano, Gomez
riparte in contropiede e fa respirare la retroguardia.