FERRARA - Gialloblù di nuovo al "Mazza" sedici anni dopo l’ultima
sfida: il 17 gennaio 1993 i ferraresi si imposero 2-1 in una gara
valida per il campionato di Serie B. Da registrare le assenze di
Cortesi, Gaspari, Gottardi, La Grotteria, Martucci e Servidei da una
parte, quelle di Puccio, Scapini, Sibilano e Tiboni dall’altra.
Remondina conferma gli undici che hanno impattato domenica scorsa
0-0 col Lumezzane, Dolcetti schiera Quintavalla al posto di Cazzola,
alla vigilia favorito per un posto da titolare.
Padroni di casa pericolosi al 9’: traversone dalla destra di Centi
che taglia l’area di rigore, Bracaletti supera in velocità
Mancinelli ma di prima intenzione non inquadra lo specchio della
porta. Bellavista e compagni rispondono due minuti dopo con
un’azione sulla corsia di destra che libera Garzon, palla al centro
per Gomez che manca l’impatto.
Chiusura provvidenziale di Campisi su Arma al 12’: l’attaccante
marocchino scambia con Savi ed arriva a tu per tu con Rafael, il
centrocampista scaligero sbroglia la matassa. Ceccarelli rovescia
dall’interno dei sedici metri verso la porta avversaria al 17’,
Capecchi blocca a terra l’incornata di Gomez.
Al 26’ Garzon concretizza il grande lavoro svolto
sulla sinistra da Gomez: l’argentino salta Ghetti e serve indietro,
il pallone colpito in corsa dal centrocampista sbatte sul palo
lontano e termina in fondo al sacco. Ancora Garzon ci prova al 43’
dai venti metri su passaggio di Campisi, il sinistro è bloccato da
Capecchi.
Pronti-via e dopo un minuto dall’inizio del secondo tempo Centi
calcia una punizione dalla sinistra, Arma e Cazzola mancano
clamorosamente il tap-in. In cinque minuti Pecorelli allontana dalle
rispettive panchine prima Remondina (51’), poi l’allenatore in
seconda dei ferraresi Lazzarini (53’) ed il dirigente
accompagnatore Bena (55’), tutti per proteste.
Al 58’ cross col contagiri di Mancinelli per Girardi, Zamboni
anticipa di testa la punta gialloblù. Punizione dai venticinque
metri di Moro al 65’, la sfera termina abbondantemente fuori. Corner
dalla destra di Campisi al 73’, il colpo di testa di Gomez va alto
sopra la traversa.
Spal in dieci all’86’: secondo cartellino giallo per Cortellini,
punito dal direttore di gara per una simulazione. Girata
pericolosissima di Arma al 92’, palla fuori di un soffio. Miracolo
di Rafael su Cazzola al 94’, smarcato sulla destra da Arma. Dopo sei
minuti di recupero l’Hellas può festeggiare la prima vittoria
esterna della stagione, Spal nuovamente battuta dopo il 2-1
dell’andata.
L’ 1-0
grazie a un’azione da Parolo a Gomez Miracolo di Rafael, Remondina
espulso Ora l’Hellas è a un punto dalla zona play off
di Luca Mantovani
FERRARA
Bello. Semplice. Concreto. Questa è la formula magica che regala
all’Hellas la vittoria sulla Spal, il primo successo esterno della
stagione. «Dedicato al Conte Arvedi», ripetono in coro i gialloblù.
Doveva essere la partita della svolta, è arrivato un segnale
importante. A 15 giornate dal termine il Verona può iniziare a
guardare in alto. Senza superbia, con grande umiltà, consapevole dei
propri difetti ma, a questo punto del campionato, i play off non
sono più una chimera.
I gialloblù sono saliti a 27, hanno raggiunto il Padova, hanno 2
punti in più della Cremonese. Sono a un punto dalla quota play off —
anche se il Cesena giocherà stasera il posticipo con il Ravenna e il
vantaggio potrebbe aumentare — a 6 dalla vetta. Numeri importanti in
vista della volata finale.
Anche perché, al di là del risultato positivo, convince la
prestazione della squadra, una prova collettiva di grande maturità.
Remondina deve rinunciare ancora una volta a Tiboni e Scapini —
coppia d’attacco titolare fino all’ultima partita d’andata — e si
affida a Girardi e Gomez, com’era successo con il Lumezzane. A dire
il vero il tecnico gialloblù non tocca nulla rispetto alla partita
di sette giorni prima al Bentegodi e le scelte dell’allenatore danno
fiducia a un gruppo che trova subito le contromisure per arginare
l’offensiva della Spal. Padroni di casa subito pericolosi con
Bracaletti, qualche secondo dopo ci prova anche Arma ma Campisi
rimedia all’ultimo secondo. Un brutto quarto d’ora per Bellavista e
compagni, ma passano i minuti e cresce l’Hellas. Grande intensità,
attaccanti subito in pressing senza far ripartire l’azione
avversaria, difesa impeccabile con due centrali come Ceccarelli e
Conti che non sbagliano nulla.
Al 16’ proprio il Verona va vicinissimo al gol. Corner di Campisi,
mischia in area, palla a Ceccarelli, splendida la rovesciata, sul
dischetto di rigore spunta Gomez, buono il colpo di testa, la
precisione c’è, la forza no e Capecchi sventa l’insidia con una
grande parata. L’Hellas capisce che la granitica difesa della Spal
può vacillare se viene presa in velocità, Remondina chiede a Gomez
di giocare in mezzo a Lorenzi e Zamboni, a due passi da Girardi, la
mossa riesce e la Spal capitola. Bravissimo Parolo che ruba palla a
centrocampo e mette in azione Gomez sulla sinistra, Zamboni arriva
con un attimo di ritardo, l’esterno argentino parte a velocità
doppia, entra in area, stringe verso il centro, tocca indietro per
l’accorrente Garzon. «Piattone» destro precisissimo, la palla sbatte
sulla faccia interna del palo, alla sinistra di Capecchi, e rotola
in fondo al sacco.
Il gol sveglia i padroni di casa, i biancazzurri alzano il ritmo e
aggrediscono il Verona, 1’ dopo potrebbero pareggiare. Quintavalla
se ne va sulla destra, mette in mezzo, la palla passa tutta l’area
di rigore, Mancinelli respinge a pochi centimetri dalla linea. Una
fase delicata, bravissimi i centrocampisti gialloblù a chiudere
tutti gli spazi e a garantire una buona copertura alla difesa, i
pochi palloni che filtrano vengono controllati con esperienza da
Ceccarelli in mezzo all’area o da Mancinelli sulla fascia.
La lezione di Cesena è servita. Allora il Verona incassò la rete del
pari in pieno recupero, stavolta chiude la prima fase di gioco in
avanti e va vicino al raddoppio ancora con Garzon. Bello il sinistro
dal limite, para Capecchi. Allo scadere Parolo entra in area,
contatto con Zamboni, l’arbitro lascia correre.
Inizia la ripresa, la Spal toglie Quintavalla e manda in campo
Cazzola, arrivato in settimana dal Taranto. Un esterno offensivo per
dare più forza all’attacco. Subito un brivido in area gialloblù,
punizione di Centi dalla sinistra, Arma e Bracaletti arrivano con un
attimo di ritardo. Partita combattuta, spinge di più la Spal ma l’Hellas
riparte sempre con grande incisività, Dolcetti non ci sta e toglie
un centrocampista come Centi per inserire una punta come Moro.
Non cambia nulla, il Verona resiste e risponde con Anaclerio al
posto di Gomez. Il risultato non cambia, la partita diventa più
nervosa. A farne le spese il tecnico dell’Hellas Remondina, il vice
allenatore e l’amministratore delegato della Spal che vengono
allontanati dall’arbitro per proteste. Poi arriva anche il rosso per
Cortellini, per doppia ammonizione. Spal in 10, Verona in 11, ormai
è fatta. Non è così. In pieno recupero arrivano la grande giocata di
Arma — girata e tiro fuori di poco — e la botta da due passi di
Cazzola. Miracolo di Rafael e palla in angolo.