Poche emozioni e tanti sbadigli ma il
Verona va in finale
Missione compiuta
L’Hellas pareggia
e ora corre per la B
di
Luca Mantovani
Vavassori propone una squadra molto
chiusa
e la gara del Bentegodi finisce sullo
zero a zero
I gialloblù aspettano la sfida tra
Pescara e Reggiana
Avanti
così, a piccoli passi. L’Hellas va avanti, il Rimini va a casa, la
porta di servizio per arrivare in serie B è sempre aperta. Ora i
gialloblù possono sedersi in poltrona e aspettare, solo questa sera,
intorno alle sei, sapranno se dovranno sfidare il Pescara o la
Reggiana. Gli abruzzesi sono in vantaggio, hanno chiuso al secondo
posto in campionato e stanno meglio degli emiliani, all’andata hanno
pareggiato zero a zero al Giglio. Basta non perdere e la finale è
cosa certa.
Il Verona ha già dato, ha fatto fruttare il tesoro conquistato
nell’andata e l’uno a zero firmato da Sam Dalla Bona a Rimini ha
rilanciato le ambizioni di Garzon e compagni.
Tutti davano i gialloblù per spacciati, troppi errori nelle ultime
gare del campionato, i problemi per un vantaggio dilapidato in modo
incredibile, un Bentegodi da riconquistare. C’è ancora tanta strada
da fare ma i primi segnali sono arrivati. Più a Rimini che in casa,
a dire il vero. Non è stata una bella partita, questo è chiaro.
Giovanni Vavassori non ha regalato nulla allo spettacolo, ha
schierato una formazione molto chiusa, ha mandato in campo Pugliese
a sinistra e riportato Cangi a destra. Campagna? Non è servita la
buona prova in terra romagnola, è finito in tribuna insieme agli
altri baby della formazione, da Bertolucci a Farias, da Campisi a
Burato. In campo solo l’esperienza e così nel suo 4-4-2, nella
fascia centrale accanto a Esposito e Dalla Bona hanno trovato posto
due centrocampisti come Garzon e Russo, uno a destra e l’altro a
sinistra. Gli attaccanti sono finiti in panchina, cavalli di razza
come Colombo e Rantier, Selva e Ciotola. In avanti solo Di Gennaro
con Berrettoni alle spalle, pronto a rientrare sulla linea dei
centrocampisti.
Melotti non cambia il Rimini, la squadra è quella di una settimana
fa, il 4-3-3 che ha portato i romagnoli ai play off. Avevano battuto
due volte l’Hellas in campionato ma si capisce subito che l’aria è
cambiata. Per passare il turno devono vincere con due gol di scarto,
nel primo quarto d’ora non passano mai il centrocampo, un
atteggiamento incredibile per una squadra che vuole la finale.
Meglio il Verona all’inizio, bravo Garzon sulla destra, prima un
assist per la botta di Dalla Bona poi un cross per la girata di
Russo. Non va.
Il primo squillo dei biancorossi al quarto d’ora, Esposito regala
palla a Nolè che parte in contropiede e tocca per Longobardi, destro
in corsa, para Rafael. Dieci minuti dopo Russo viene soccorso a
bordo campo per una botta in testa, la difesa si addormenta,
Catacchini se ne va sulla destra e mette in mezzo, sbuca Longobardi
in mezzo all’area, tocco sottomisura, para ancora il portiere
brasiliano. Un campanello d’allarme, il Verona lascia l’iniziativa
in mano del Rimini ma costruisce due contropiedi pericolosi con Di
Gennaro e Berrettoni. I romagnoli si limitano a una botta di Nolè
dalla grande distanza. L’accelerazione di Frara chiude il primo
tempo, buon sinistro, palla altissima sopra la traversa.
Inizia la ripresa e tutti si aspettano un Rimini all’arrembaggio.
Non è così. Anzi. Si fa vivo proprio l’Hellas che costruisce una
buona azione sulla destra con Di Gennaro e Garzon, perfetto il cross
al centro, sul secondo palo arriva Russo ma il suo colpo di testa è
troppo debole e Pugliese para senza troppi problemi. Vavassori
toglie Dalla Bona affaticato e manda in campo Ciotola, largo sulla
sinistra. Russo torna al centro con Esposito. Passano i minuti e il
Verona arretra sempre di più il baricentro, non vuole rischiare più
nulla. Colombo entra al posto di Di Gennaro, Pensalfini dà un po’ di
respiro a Esposito. Alla mezz’ora Matteini se ne va sulla destra,
palla in mezzo molto invitante ma i compagni sono in ritardo. Lo
zero a zero sembra cosa fatta, all’ultimo minuto Regonesi ci prova
con una gran bomba su punizione, Rafael toglie la palla dal sette.
Finisce in parità, continua la corsa del Verona verso la B