VERONA
- Messa alle spalle la scorsa stagione, conclusa con la mancata
qualificazione ai play-off, l'Hellas riparte dal "Bentegodi". Ospite
all'esordio il Foggia, che in 19 sfide in terra scaligera non è mai
riuscito a battere i gialloblù. Remondina, costretto a rinunciare
allo squalificato Garzon ed all'infortunato Rantier, si affida al
tandem avanzato Ciotola-Selva-Berrettoni. Porta risponde con
Germinale unica punta, supportato da Trezzi, Di Roberto e l'ex di
turno Mario Salgado.
Dopo i
primi minuti di studio Ceccarelli e compagni tengono il pallino del
gioco: Pugliese recupera palla all'altezza dei sedici metri (10'),
Pensaldini serve sulla corsa Berrettoni che prova il diagonale, la
palla attraversa tutta l'area di rigore. Sugli sviluppi dell'azione
successiva lo stesso attaccante scuola Lazio tenta la battuta dal
limite, Milan controlla la conclusione finire sul fondo. Al 12'
punizione dal lato destro della trequarti di Di Roberto, il mancino
termina alto.
Gli
uomini di Remondna trovano il vantaggio al 18' ma il direttore di
gara annulla: il fallo fischiato per un'irregolarità subìta da
Ciotola permette a Berrettoni di eseguire un traversone verso il
secondo palo spizzicato da Pensalfini e messo in rete da Selva, ma
l'arbitro ravvede un off-side proprio di quest'ultimo. Esposito
raccoglie la sfera su un corner respinto dalla difesa foggiana e
prova il sinistro, senza inquadrare lo specchio della porta (27').
Cross rasoterra di Esposito alla mezzora, Burzigotti anticipa tutti
chiudendo in angolo.
Contropiede guidato da Ciotola al 38' con Russo che riceve e
converge verso il centro, Milan devia in tuffo il tiro indirizzato
verso il primo palo. Botta dal limite di Germinale col sinistro al
42', la sfera conclude di poco a lato. Un minuto dopo Pensalfini ci
prova dai venticinque metri, conclusione sbilenca che Milan
controlla. Pronta risposta dell'estremo difensore pugliese al primo
minuto di recupero sul destro di Berrettoni, scoccato da poco fuori
dal limite dell'area di rigore.
Sovrapposizione e cross di Pugliese in apertura di ripresa (47'),
Selva tenta la battuta al volo con scarsa fortuna, palla fuori.
Incursione centrale di Mancino (53') e conclusione di destro dai
venticinque metri, Rafael blocca. Esposito batte veloce una
punizione da centrocampo e serve sulla fascia sinistra Berrettoni,
che stoppa di petto controlla: collo pieno e palla che sorvola di
poco la traversa al 67'. All'83' Farias salta un avversario sulla
corsia di sinistra e dal fondo mette al centro, Scapini incorna a
lato.
Punizione col contagiri di Esposito colpita di testa da Cangi
all'85' con palla che si stampa sulla traversa, ma l'arbitro fischia
fuorigioco. Forcing finale dei gialloblù con Pensalfini, che di
prima intenzione va di destro su un cross di Pugliese respinto dalla
difesa avversaria, palla fuori (88'). La gara d'esordio termina dopo
tre minuti di recupero, la squadra scaligera paga la mancata
finalizzazione della sostanziosa mole di gioco prodotta: stesso
risultato della scorsa stagione, quando l'avversario di turno era il
Lumezzane.
FINISCE
ZERO A ZERO LA PRIMA PARTITA DELLA STAGIONE
Esordio amaro
L’Hellas sbatte
contro il Foggia
di
Luca Mantovani
Il Verona parte molto forte
e costruisce tre o quattro occasioni da rete
importanti
ma il bunker dei rossoneri non crolla
Tanti
applausi all’inizio, qualche muso lungo di troppo alla fine. Non
comincia nel migliore dei modi l’avventura dell’Hellas al Bentegodi.
Più di diecimila tifosi si danno appuntamento al «tempio gialloblù»
per applaudire la squadra costruita da Martinelli e Bonato per
puntare direttamente alla serie B ma il bunker del Foggia non
crolla, alla fine il Verona si deve accontentare del pari.
Si deve fare sicuramente di più per recitare un ruolo da
protagonisti nel campionato, non bastano i lampi visti nella prima
parte di gara e le giocate di Gennaro Esposito, padrone assoluto del
centrocampo.
In effetti l’Hellas parte forte e dà continuità a quanto di buono
aveva fatto vedere nelle prestazioni di Coppa Italia. Remondina non
mescola le carte, la formazione è quella annunciata con una difesa a
quattro - Cangi e Pugliese sulle fasce, Comazzi e Ceccarelli al
centro - Esposito in regia, Russo e Pensalfini a sostegno, Ciotola e
Berrettoni alle spalle di Selva nel tridente offensivo.
La macchina gialloblù è ben rodata, il Foggia affidato a Fabio
Pecchia con il «prestanome» Antonio Porta in panchina presenta una
difesa tutta nuova e un attacco con tre giocatori su quattro -
Salgado, Di Roberto e Germinale - pronti a lasciare la scialuppa
rossonera. All’inizio non c’è partita. Esposito fa girare la squadra
con grande intelligenza tattica, Selva e Berrettoni si cercano e si
trovano, Ciotola è ancora estraneo alla manovra ma quando tocca
palla D’Agostino va in tilt. Berrettoni va vicino al gol dopo 4
minuti ma Milan para a terra, ci riprova al 9’ ma il suo traversone
rasoterra attraversa tutto lo specchio della porta senza trovare un
compagno gialloblù pronto a mettere dentro. Al 17’ ci pensa Selva,
colpo di testa preciso e palla in rete, l’arbitro annulla per
fuorigioco. Ha ragione lui.
Il Verona insiste, il Foggia resiste, fa retrocedere anche Velardi e
D’Amico sulla linea dei difensori, lascia solo Germinale in avanti
anche Trezzi e De Roberto danno una mano in difesa. Alla mezz’ora
Pecchia deve sostituire il talentuoso Salgado con Mancino, potrebbe
essere una brutta tegola per la truppa pugliese ma il Foggia
reagisce e accentua il pressinga tutto campo. Ma il Verona stringe i
denti e cerca ancora il vantaggio prima con Berrettoni e poi con
Cangi ma Milan fa ancora buona guardia.
Non cambiano i protagonisti all’inizio della ripresa, i tecnici
rimandano in campo i ventidue giocatori che avevano chiuso il primo
tempo. L’atteggiamento del Verona è diverso, meno qualità e più
grinta.
Ne risente la manovra ma l’Hellas ha il merito di alzare i ritmi,
Pugliese prende coraggio e macina chilometri sulla fascia. Buono il
suo cross per Selva, dopo una manciata di secondi, il bomber
gialloblù si coordina ma la sua conclusione è imprecisa.
Al quarto d’ora, ancora Verona. Esposito per Berrettoni, buono lo
stop, la finta su Sgambato, il dribbling a rientrare. Il tiro è
troppo debole, il numero uno del Foggia blocca a terra.
Passano i minuti e il ritmo cala, l’Hellas è in debito di ossigeno,
mancano anche le idee. I centrocampisti non trovano più varchi,
provano a gettare qualche palla in avanti ma Selva e Berrettoni non
hanno la prestanza fisica per difendere palloni che scendono dalle
nuvole, il caldo si fa sentire sulle gambe di giocatori che hanno
lavorato almeno tre volte più dei foggiani che si sono limitati al
«compitino». Remondina prova a dare vivacità alla manovra con
l’inserimento di Farias al posto di Ciotola poi toglie Berrettoni e
manda in campo Scapini, gioca gli ultimi minuti con un fantasista
alle alle spalle dei due attaccanti. La mossa regala qualche
emozione, Farias è giocatore molto efficace nell’uno contro uno e
strappa applausi al Bentegodi ma sbatte inesorabilmente contro il
bunker rossonero, senza trovare il sostegno di compagni che avevano
già speso troppo. Pecchia capisce chepuò portare a casa il punticino,
quello è l’obiettivo del Foggia, toglie Di Roberto e Germinale e
manda in campo Compierchio e Ferrari, giocando gli ultimi minuti con
un solo attaccante e cinque giocatori a centrocampo. Difficile
passare, il Verona ci prova anche nei minuti di recupero ma ormai è
troppo tardi.