Espulso Rafael al
24', pareggio campano al 49' firmato Varriale
VERONA
- L'Hellas torna al "Bentegodi" reduce dalla convincente vittoria
ottenuta a domicilio col Lanciano, ospite in occasione della 3a
giornata una Cavese capace di fermare sul pari la corazzata Pescara.
Remondina conferma gli undici che hanno espugnato il "Biondi", con
Colombo ed Anselmi in panchina. Maurizi risponde aggiungendo Lagnena
sulla linea difensiva, affidandosi davanti al trio
Bernardo-Varriale-Schetter.
Pronti-via e Ciotola si rende subito pericoloso, calciando
di sinistro verso il secondo palo dal limite dell'area, Russo
respinge (2'). Sempre l'ex Avellino riceve palla al 13' da
Pensalfini e converge, il destro a girare è deviato in angolo
dall'estremo difensore avversario. Sul corner, calciato da
Berrettoni, Ceccarelli anticipa tutti in spaccata e
trafigge la porta campana. Controllo volante di Berrettoni al 20'
sul lato destro dell'area cavese, incursione centrale e tiro di
sinistro che termina a lato.
Gialloblù in inferiorità numerica al 24', incertezza su un lancio
dalle retrovie su cui si avventa Varriale, steso al limite da Rafael
che sbaglia il rilancio. Per lui cartellino rosso, Ingrassia fa il
suo esordio sostituendo Ciotola. Sulla punizione seguente Farina
calcia alle stelle. Allo scadere della prima frazione ci prova
Farina dalla trequarti, palla che esce alta sopra la traversa.
In
superiorità numerica la Cavese prende coraggio ed in avvio di
ripresa tenta il colpo con Lagnena, che dal vertice dell'area di
rigore trova la risposta di Ingrassia, bravo a mandare in corner un
pallone indirizzato sotto l'incrocio. Sugli sviluppi del calcio
piazzato Tarantino salta Berrettoni e mette al centro un
traversone, Ingrassia manca la presa, Varriale
mette in rete di piatto da due passi (49').
Traversone col contagiri di Cangi su retropassaggio di Russo al 61',
Selva va di testa dal secondo palo, sfera a lato di un soffio. Tiro
dai venti metri di Bernardo verso l'incrocio lontano (65'),
Ingrassia controlla il pallone terminare alto. Corner di Esposito
dalla destra respinto dalla difesa di Maurizi, Russo calcia di prima
intenzione ma nessuno raccoglie a centro area, il pallone finisce
sul fondo. Al 79' sempre da fuori area ci prova il neo entrato
Sorrentina, Ingrassia blocca.
La
partita termina dopo 4 minuti di recupero, gara sofferta per gli
uomini di Remondina, in inferiorità numerica per più di un'ora.
Terzo pareggio consecutivo per la Cavese.
Il
pareggio che non t’aspetti.
Bentegodi ancora amaro per l’Hellas che non riesce a battere neppure
la Cavese, una squadra che veste i panni della vittima sacrificale
per venticinque minuti, pronta a lasciare l’intera posta nelle mani
dei gialloblù. Basta ripensare alle tre o quattro occasioni da gol
costruite all’inizio della gara, alla supremazia tecnica e tattica,
alla rete del vantaggio firmata da Ceccarelli, alla gestione della
partita dopo l’uno a zero. Sembrava tutto facile, forse troppo...
All’improvviso, il patatrac. Rafael esce fuori area su un
alleggerimento innocente, rinvio di piede, la palla carambola tra
Ceccarelli e Varriale, l’attaccante campano s’invola verso la rete,
il portiere brasiliano lo stende.
L’arbitro fischia la punizione dal limite e mostra il rosso
all’estremo difensore gialloblù. Verona in dieci. Fuori anche Nicola
Ciotola, uno dei più attivi, dentro Ingrassia, il secondo portiere.
Subito un brivido. Sulla punizione va Maiorano, destro a giro, palla
alta di un soffio.
Remondina ridisegna l’Hellas. Lascia i quattro difensori, Selva fa
il punto di riferimento in avanti, centrocampo a quattro con
Esposito e Pensalfini in mezzo, Russo più attento alla fascia
destra, Berrettoni si sacrifica e fa l’esterno di sinistra. Tutto
ciò non basta, la Cavese prende in mano le redini del gioco, il
Verona va in difficoltà. Non serve a nulla l’abissale differenza
qualitativa, i campani sono i veri padroni del campo. Veramente
incredibile, non può essere una questione tecnica, l’atteggiamento è
completamente sbagliato. Troppi i colpi di tacco, pochi i contrasti
vincenti. Nocerino e compagni alzano il baricentro di una ventina di
metri, i quattro esterni portano avanti decine di palloni e mettono
in mezzo cross a ripetizione, Comazzi e Ceccarelli si fanno
apprezzare in area ma sulle fasce non c’è lotta, si vedono solo le
maglie bianche della Cavese.
In qualche modo si arriva alla fine del primo, il Verona si porta
nello spogliatoio lo striminzito vantaggio e tutti si aspettano una
squadra diversa all’inizio della ripresa, un gruppo che vuole
lottare per vincere il campionato deve sicuramente scendere in campo
con uno spirito diverso, in questo campionato l’esperienza e la
qualità non bastano se non viaggiano di pari passo con la grinta e
la cattiveria agonistica. Caratteristiche che non mancano alla
Cavese. Maurizi toglie un centrocampista come Bacchiocchi e manda in
campo un fantasista come Tarantino, passa dal 3-4-3 del primo tempo
a un 4-4-2 molto aggressivo con due attaccanti in mezzo all’area e
due esterni alti che allargano il fronte offensivo e mandano in tilt
il sistema difensivo dell’Hellas. La Cavese può pareggiare dopo una
manciata di secondi ma Favasuli non inquadra lo specchio della
porta, al 4’ è bravo Lagnena ma Ingrassia toglie la palla
dall’incrocio dei pali, un minuto dopo i campani passano. Bella
giocata di Favasuli sulla fascia, Berrettoni nell’inedita veste di
difensore «abbocca» alla finta, l’attaccante della Cavese mette in
mezzo un rasotera che passa sotto la pancia di Ingrassia, Varriale è
lì, a due passi dalla porta libera, e non può far altro che mettere
in rete. Il pugno in faccia fa reagire il Verona, Remondina prova a
smuovere la truppa, prima mette in campo Campisi per Pensalfini poi
è il turno di Farias per Berrettoni, l’Hellas si fa pericoloso con
una bella combinazione tra Russo e Cangi sulla fascia, cross in
mezzo, Selva arriva con un attimo di ritardo. Poco dopo il
centravanti prende palla in mezzo al campo, progressione centrale e
destro dal limite, il portiere rimedia in angolo.
Il Verona è tutto qua, poi tanta Cavese. Maurizi prova anche a
vincere la gara quando toglie Varriale per lanciare un altro
attaccante potente come Sorrentino ma passano i minuti e la
situazione non si sblocca. Negli ultimi minuti le due squadre
sembrano accontentarsi del punticino, tanti batti e ribatti in mezzo
al campo ma l’unico lampo arriva da Farias in pieno recupero.
Dribbling e controdribbling in area, sinistro debole sul primo palo,
Russo respinge ancora una volta. Finisce uno a uno, la delusione
sulle gradinate è tanta e anche Remondina finisce nel mirino dei
tifosi.