Uno-due scaligero nel
primo tempo con Rantier e Parolo,
poi Padoin accorcia le
distanze
VERONA - 25a gara di campionato
caratterizzata da una disavventura per la squadra di Pane: nel corso
della notte scorsa il pullman è stato infatti rubato dal ritiro di
Bussolengo, granata privi del materiale tecnico ufficiale e
costretti a scendere in campo con un completo rimediato all’ultimora.
Remondina ritrova Parolo,
Mancinelli e Girardi, che hanno scontato le rispettive squalifiche.
Con Bellavista fermato dal Giudice Sportivo torna nella zona
nevralgica del campo Nicola Corrent, affiancato da Campisi e Garzon.
Il tecnico granata rinuncia invece ad Ambrosio ed Alessi,
rimpiazzati da Tomasig e Nardini. Esordio dal primo minuto per
Acosty, attaccante del ’91 proveniente dalla Berretti.
Prima
discesa gialloblù al 2’ con Rantier, che imbecca in area Girardi, ma
il colpo di testa della punta campana è bloccato da Tomasig.
Risposta emiliana due minuti dopo con Acosty: destro dai venti metri
controllato senza patemi da Rafael. Al 10’ Rantier
viene servito in verticale da Girardi, supera in velocità il
marcatore diretto ed appena entrato in area trafigge il portiere
avversario con un diagonale.
Raddoppio Hellas al 16’: Parolo vede Tomasig fuori
dai pali, e dai venti metri lo supera con un pallonetto
imprendibile. La Reggiana prova ad accorciare le distanze su calcio
di punizione al 22’, ma il destro da fuori area di Martini sbatte
contro la traversa. Al 43’ Mancinelli scende sulla corsia di destra
e crossa al centro, sponda di Girardi per Rantier che sbaglia
l’impatto e manca una clamorosa occasione.
Destro
ad incrociare al 46’ di Martini da fuori area, Rafael devia in
angolo. Cross col contagiri dalla sinistra di Campisi per Rantier al
48’, l’attaccante francese non riesce a concludere al volo di
destro. Rantier brucia in velocità Zini al 51’ ed arriva a tu per tu
con Tomasig, ma il suo destro termina di poco fuori.
Al 62’
gli uomini di Pane accorciano le distanze: Padoin
raccoglie la palla respinta dalla difesa scaligera sugli sviluppi di
un corner, e col mancino batte Rafael dal limite dell’area. Al 74’
gran servizio in verticale di Campagna per Rantier, Tomasig anticipa
in uscita l’intervento.
Cros di
Bruno dalla trequarti per Dall’Acqua all’80’, il colpo di testa del
neo-entrato termina alto sopra la traversa. Azione in replay otto
minuti dopo, Martini non trova il tap-in e spizza solo il pallone.
Dopo
quattro minuti di recupero l'arbitro decreta la fine delle ostilità:
i gialloblù ritrovano una vittoria casalinga che mancava dal 14
dicembre 2008.
L’Hellas
ritrova il sorriso e la vittoria. Tutto insieme. I gialloblù battono
la Reggiana al Bentegodi, allontanano gli incubi e scacciano gli
avvoltoi che volteggiavano minacciosi sulla panchina di Remondina.
Un successo che riporta serenità nell’ambiente gialloblù e anche
nella stanza dei bottoni dell’Hellas, dal cambio di società e
dall’arrivo di Giovanni Martinelli il Verona non aveva mai vinto in
casa. L’ha fatto contro la «matricola terribile» del campionato, la
squadra che occupa i quartieri alti della classifica e che punta con
decisione al salto di categoria.
Remondina aveva chiesto una prova d’orgoglio ai suoi ragazzi, i
giocatori in gialloblù l’hanno ascoltato. Hanno corso, hanno
lottato, hanno sofferto, hanno stretto i denti ma hanno vinto. Solo
questo conta. In un momento delicato della stagione non si possono
fare troppi calcoli ma dopo la vittoria sulla Reggiana l’Hellas
resta in mezzo al guado ma i play off sono più vicini e i play out
più lontani. E per quello che s’è visto in campo non ci stanno gli
undici punti di differenza tra i gialloblù e gli emiliani.
Alessandro Pane, tecnico dei granata, deve fare i conti con le
assenze di due infortunati eccellenti come Alessi e Ingari ma
Remondina non sta molto meglio, il Verona deve rinunciare a
Ceccarelli e Bellavista, i due «veterani» infortunati, e Tiboni che
si è fermato ancora in settimana per un problema muscolare. Non si
sono grandi novità nell’undici titolare, difesa a quattro con Conti
e Bergamelli in mezzo, Mancinelli e Pugliese sulle fasce, Corrent in
regia, Garzon e Campisi a sostegno, Parolo giostra alle spalle di
Girardi e Rantier. Si capisce subito che la coppia inedita può
funzionare, il «catenaccio» reggiano va in tilt, Tomasig alza subito
le antenne. Prima una girata di testa di Girardi, poi una botta da
fuori di Parolo. Suona un campanello d’allarme per la Reggiana ma
Stefani e Zini non se ne rendono conto e il Verona ne approfitta.