Pugliese (27') e
Tiboni (30')
concretizzano la supremazia territoriale dei gialloblù
VERONA - La 28a gara di campionato dei gialloblù si apre con la
premiazione del vincitore del 1° Concorso FARE, che riceve dal
Responsabile Marketing Lorenzo Orlandi una maglia ufficiale
marchiata col logo dell'associazione contro le discriminazioni.
Remondina recupera in extremis Girardi, che va in panchina, mentre
Gomez, Rantier e Mancinelli non figurano nemmeno tra i convocati.
Sala ritrova Lambrughi in difesa e Bedin a centrocampo, con
Bertolini a supporto della punta avanzata Beretta.
Al
10' ospiti pericolosi proprio col centravanti, autore di una
doppietta nella gara d'andata. L'incornata del numero nove, ben
piazzato a centro area, termina di poco fuori. Due minuti dopo
azione di contropiede degli uomini di Remondina con Scapini che
serve Campisi sulla corsa, il destro è però bloccato a terra da
Offredi. Al 17' Campagna ruba palla a centrocampo e si fa quaranta
metri, il servizio centrale fatto partire dal fondo per Tiboni è
agganciato in anticipo da Perfetti.
Hellas vicino al gol al 18': break laterale di Pugliese, cross per
Scapini che aggancia e conclude verso la porta, palla deviata contro
il palo da Tursi. Sulla respinta va Parolo di prima intenzione, la
sfera termina a lato. Triangolazione Parolo-Scapini al 22' al limite
dell'area, Offredi intercetta il tiro centrale del trequartista
gialloblù.
1-0 siglato da Pugliese al minuto 27: il terzino ex
Monopoli riceve il pallone al centro dell'area e di destro batte
Offredi sul secondo palo. Concretizzata la supremazia territoriale
mostrata fino a questo punto del match. Al 30' Tiboni
trova il tap-in vincente dopo la respinta di Offredi su conclusione
ravvicinata di Scapini. Allo scadere della prima frazione Campisi,
situato nei pressi della bandierina alla sinistra della porta
lombarda, serve centralmente Bellavista. Il mediano prova il destro,
alto sopra la traversa.
Punizione dai venti metri di Porro al 49', deviazione provvidenziale
in corner da parte della barriera disposta da Rafael. Scapini serve
sulla destra Tiboni al 58', cross verso il secondo palo per Campisi,
il destro dell'ex Massese termina alto. Al quarto d'ora della
ripresa Valtulina conclude col mancino da distanza siderale, la
sfera termina abbondantemente sopra la traversa.
Al
75' Campisi taglia verso il centro e prova la conclusione a giro,
ribattuta da Perfetti. Tiboni controlla la respinta e va col destro
a botta sicura, la palla si stampa contro la traversa. All'88'
rimessa in gioco lunga effettuata da Puccio, Scapini tenta la volè,
pallone alto.
Dianda dalla trequarti imbecca Scapini, appena dentro l'area di
rigore, ma l'uscita di Offredi quando siamo al 95' è provvidenziale
e nega la gioia del gol alla punta di Bovolone. Dopo sei minuti di
recupero l'arbitro decreta la fine delle ostilità, quarto risultato
utile per i gialloblù che restano sempre a -4 dai play-off.
Pugliese e Tiboni mandano ko la Pro
Sesto
I gialloblù salgono al sesto posto in classifica
a quattro punti dalla zona play off
Una
vittoria senza storia. Va bene così, ci può stare. A sei giornate
dalla fine del campionato l’Hellas chiude un capitolo - la salvezza
adesso è certa - e ne apre un altro, molto più affascinante.
Il successo con la Pro Sesto porta i gialloblù a quattro punti dalla
zona play off, il distacco non cambia rispetto a una settimana fa ma
tra il Verona e la Spal non ci sono altre avversarie, in questo
momento sarebbe la prima delle escluse. Un risultato impensabile
all’inizio del campionato, dopo lo spareggio per non cadere in C2 e
la rivoluzione estiva della coppia «Previdi&Prisciantelli». È nato
un Verona diverso, sicuramente meno esperto ma con tanta fame in
più.
Una squadra che ha pagato i limiti della gioventù ma che non ha mai
mollato, adesso la strada è ancora lunga e la matematica dice che
non bisogna cullare facili illusioni ma i play off si possono anche
sognare i l’Hellas ha il dovere di lottare fino in fondo.
In questa volata finale la vittoria sulla Pro Sesto era una tappa
obbligata, i ragazzi in gialloblù non hanno tradito le attese dei
diecimila tifosi che ancora una volta sono accorsi al Bentegodi per
sostenere la squadra del cuore.
Pronti, via. Si capisce subito chi fa la partita e chi cerca di
difendersi. Remondina cambia il minimo indispensabile. In difesa
gioca Campagna al posto di Mancinelli, in mezzo torna Bergamelli che
ha scontato la giornata di squalifica.
Scelte obbligate a centrocampo con Bellavista, Garzon e Campisi, in
avanti si rivede dal primo minuto la coppia Tiboni e Scapini,
avevano giocato insieme l’ultima volta a Cesena. Antonio Sala
ritocca la Pro Sesto, rinuncia al tridente offensivo, schiera solo
Beretta e Bertolini in attacco e si affida a uno schema speculare a
quello dell’Hellas con Boisfer dietro le punte con il compito
principale di spegnere sul nascere le iniziative di Bellavista.
La scelta non porta frutti, il Verona va vicino al gol in più di
un’occasione, spesso sbaglia proprio l’ultimo passaggio ma si
capisce che i biancazzurri non possono resistere così per tutta la
partita.
La situazione precipita al 14’ quando Sala deve rinunciare a Preite
per infortunio. Manda in campo Valtulina, retrocede Marinoni sulla
linea difensiva, passa al 4-3-3 tradizionale e regala tanto spazio
al Verona che sfiora ancora il vantaggio con Campisi e Parolo e
reclama un rigore per un tocco di braccio in area di Lambrughi.
Intorno alla mezz’ora arriva l’uno-due che segna la partita. Al 27’
Campisi mette palla in area per Tiboni che si difende bene e tocca
indietro per Pugliese. Il terzino vince un contrasto e si presenta
solo davanti a Offredi. Prende la mira e piazza un destro perfetto -
lui che fa tutto con il sinistro - che non dà scampo al portiere
avversario. Una gioia incredibile, una corsa da porta a porta per
festeggiare sotto la Curva Sud la prima rete in gialloblù.
Palla a centrocampo e il Verona non cambia copione. Passano una
manciata di minuti e arriva il raddoppio.
Splendida azione di Garzon sulla fascia destra, palla in mezzo,
Scapini gira al volo, Offredi fa quello che può e respinge, la palla
resta lì, tocco sotto di Tiboni che firma il due a zero e ritrova il
gol dopo più di tre mesi.
La Pro Sesto non ha nemmeno la forza di reagire, il Verona ha in
mano la palla del tre a zero ma la spreca prima con Scapini e poi
con Garzon. Il fischio dell’arbitro che manda tutti nello
spogliatoio alla fine del primo tempo viene accolto come una
liberazione dalla Pro Sesto che può riordinare le idee. Mister Sala
suona la sveglia ma la squadra non reagisce. Fa le prove di
arrembaggio all’inizio della ripresa ma tutto si spegne dopo qualche
minuto, Rafael continua a seguire la partita da spettatore non
pagante.
Un quarto d’ora tranquillo e poi l’Hellas accelera ancora alla
ricerca della terza rete, magari di Matteo Scapini che potrebbe
coronare con un gol una prestazione di grande sacrificio. Ma le
occasioni più buone capitano sui piedi di Campisi e Parolo, Offredi
fa buona guardia. Alla mezz’ora Campisi offre un pallone d’oro a
Tiboni in mezzo all’area, gran botta e palla sulla traversa. Nel
finale c’è spazio anche per Gabriele Puccio che torna in campo dopo
tanti mesi ai margini della squadra per un problema al piede. Tanta
determinazione, un paio di giocate interessanti, gli applausi del
Bentegodi. Il giovane gladiatore è tornato, anche lui potrebbe
diventare un protagonista nella volata finale dell’Hellas verso i
play off.
Pugliese festeggia il primo sigillo
per l’Hellas
con una corsa di cento metri
«Non capivo più nulla,
volevo abbracciare tutti i ragazzi della Curva Sud»
di
Luca Mazzara
Una
corsa lunghissima. Da una parte all’altra del campo. Dalla porta
dove aveva appena segnato fin sotto la curva Sud. A farsi
abbracciare dagli applausi dei tifosi. Una corsa piena di gioia.
«Quando ho fatto gol non ho capito più niente, ho iniziato a correre
e basta», sono le prime parole di Giuseppe Pugliese quando inizia a
raccontare del gol che ha aperto la strada alla vittoria dell’Hellas.
«È stato bellissimo, a noi difensori non capita spesso - continua il
terzino - e quando succede è un'emozione ancora più forte. Questo
pubblico è fantastico, quando ho visto la palla entrare non ho
capito più niente, ho solo pensato che dovevo andare veloce sotto la
curva per festeggiare con i tifosi».
Un gol bello e importante che ha dato il via al successo del Verona.
«Sono contento soprattutto perchè poi è arrivata la vittoria,
altrimenti le gioie personali non servono a niente se arrivano da
sole senza quelle di squadra».
Una partita che può cambiare il campionato della squadra gialoblù.
«Siamo ancora lontani perchè i punti di distacco restano sempre
quattro. Però - sorride convinto Pugliese - ce ne sono ancora
diciotto in palio da qui alla fine e di certo proveremo a prenderne
il più possibile fino all'ultima giornata».