VERONA - Remondina e Sabatini confermano in
toto le formazioni schierate nell’ultima gara di campionato, con
Parolo dietro Girardi e Tiboni da una parte, Rabito-Varricchio-Baù
dall’altra. I gialloblù scendono in campo per mettere alle spalle lo
stop di Cremona, i biancoscudati per dare un seguito al successo
ottenuto ai danni della Pro Sesto.
Passano sei minuti e sugli sviluppi di un
corner Bellavista imbecca in area Girardi, l’attaccante colpisce al
volo ma la palla termina alta. Al 19’ Rabito converge verso il
centro e prova il mancino, Rafael controlla. Varricchio conclude
debolmente tra le braccia del portiere brasiliano al 23’.
Al 25’ azione insistita di Tiboni, palla a
Girardi che da fuori area non inquadra la porta. Alla mezzora centro
di Baù per Varricchio, Bergamelli devia in corner. Cross di Parolo
per Girardi al 39’, il colpo di testa della punta termina tra le
braccia di Cano. Punizione insidiosa di Corrent dai venti metri allo
scadere della prima frazione, palla di poco alta sopra l’incrocio
dei pali.
In apertura di secondo tempo Pederzoli dribbla
Bellavista e conclude di sinistro dal limite dell’area, Rafael devia
in calcio d’angolo. Al 64’ assist in profondità di Parolo per
Girardi, la botta mancina è deviata in corner. Su ribaltamento di
fronte Bovo viene imbeccato in area e di destro
infila Rafael.
All’83’ cross dal fondo di Scapini per Corrent,
il destro del capitano scaligero è contrato da un difensore e Cano
blocca. Dopo quattro minuti di recupero termina la 5a giornata di
campionato, secondo stop consecutivo per i gialloblù.
Derby amaro
L’Hellas cade
con il Padova di Luca Mantovani
L’Hellas torna con i piedi
per terra. Le vittorie con Spal e Sambenedettese avevano spinto i
gialloblù verso i quartieri alti della classifica, le sconfitte con
Cremonese e Padova dimostrano i limiti di una formazione che non può
fare regali alle «corazzate» costruite per salire in serie B.
Il ko di Cremona aveva alimentato polemiche per la direzione
arbitrale di Zanichelli, la battuta d’arresto casalinga con i
biancoscudati conferma l’inesperienza di una squadra che tiene in
mano le redini del gioco, prova a vincere il derby ma cade malamente
nell’unico tiro in porta degli avversari. Anche perchè l’azione che
porta alla rete che decide la gara con il Padova assomiglia
moltissimo al contropiede che ha regalato il gol della tranquillità
alla Cremonese solo sette giorni fa. Angolo per il Verona, malinteso
in area avversaria, contropiede degli avversari e palla in rete.
Dopo due punizioni consecutive il Verona dovrebbe aver imparato la
lezione. Non basta giocare bene, bisogna anche vincere. Chiedere al
Padova, per esempio.
Sabatini manda in campo la stessa formazione che ha battuto la Pro
Sesto una settimana fa, sulla carta è un 4-3-3 ma al Bentegodi il
Verona si trova di fronte un vero e proprio «catenaccio» con nove
uomini e il portiere dietro la linea della palla. Solo Varricchio
resta in avanti, gli altri alzano il bunker tra il centrocampo e
l’area di rigore.
Il Verona ci prova lo stesso, Remondina cerca la continuità e manda
in campo gli undici titolari che avevano iniziato la sfida di
Cremona. L’intesa c’è e cresce di partita in partita. Bellavista
sembra una calamita, attira mille palloni, fa ripartire l’azione,
smista da una parte all’altra, cerca di lanciare Tiboni e Girardi.
La difesa regge bene, Conti e Bergamelli sembrano due veterani su
Varricchio, Mancinelli e Moracci vanno su è giù sulle fasce. Non
piovono le occasioni, questo è vero, ma c’è solo una squadra in
campo. L’Hellas è vivo, il Super Padova - la squadra costruita per
stravincere il campionato - si limita a qualche lampo di Rabito e
Baù sulla fascia, a una percussione di Varricchio che trova Rafael
pronto alla parata.
Meglio il Verona, molto meglio. Difficile passare ma si vede che c’è
un progetto di gioco, i gialloblù mandano al tiro Girardi ma le
conclusioni dell’ariete gialloblù non inquadrano la porta. Nella
fase finale del primo tempo ci prova anche Parolo e Corrent ma il
portiere del Padova fa buona guardia. Si chiude il primo tempo e il
Verona torna negli spogliatoi con un mezzo sorriso, il Padova fa
meno paura, si può giocare alla pari anche con queste «corazzate».
Nella ripresa la musica non cambia, l’Hellas prova ancora a passare
ma Faisca e Giovannini crescono di minuto in minuto. Al 6’ Remondina
toglie Tiboni e manda in campo Da Dalt per dare vivacità
all’attacco. Potrebbe essere la mossa buona ma il giovane argentino
non è in giornata, si capisce subito, Nonostante tutto, al 19’,
arriva l’occasione buona per Girardi. Assist di Corrent, pronto il
sinistro dell’attaccante gialloblù, Cano si salva e mette in corner.
Una buona azione per l’Hellas ma qui succede il patatrac. Batte
Corrent, malinteso con Da Dalt, la palla finisce a Gentile che
riparte in contropiede.
I gialloblù sono sbilanciati, Gentile serve Varricchio solo in area,
Rafael esce per sventare l’insidia, tocco sotto dell’attaccante
patavino e Conti salva a porta vuota.
L’azione continua, la linea difensiva gialloblù si ricompatta,
almeno sembra, ma Gentile pesca il giovane Bovo, tutto solo in mezzo
all’area. Destro di prima intenzione e palla sotto l’incrocio dei
pali. Una beffa per Corrent e compagni. La reazione non arriva,
Remondina sferza la squadra, toglie Girardi e getta nella mischia
Scapini poi Gomez prende il posto di Parolo. Nell’ultimo quarto
d’ora l’Hellas si ripropone con il tridente offensivo ma Sabatini
capisce che una vittoria al Bentegodi potrebbe rilanciare il Padova
dopo un avvio zoppicante. Fuori Rabito, Gentile e Varricchio, dentro
Lewandowski, Gasparello e Filippini, forze fresche per rendere il
bunker ancora più forte.
Non si passa più, i giovani gialloblùfanno quello che possono,
cominciano a gettare palloni in mezzo a ripetizione ma i difensori
del Padova fanno valere la loro prestanza fisica e non concedono
nulla. A pochi minuti dalla fine un lampo di Scapini per Corrent, il
tiro del capitano sbatte sulla schiena di un avversario. Non c’è
niente da fare, testa bassa e tutti nello spogliatoio.
Grazie ad Alessandro e VirusTS per la
collaborazione