Al "Bentegodi" finisce
con lo stesso punteggio dell'andata,
poche le occasioni
VERONA - I gialloblù tornano a giocare davanti al pubblico di casa
quasi un mese dopo la gara col Monza, decisa da un colpo di testa di
Gomez. Remondina rilancia proprio l’argentino, affiancato da Girardi,
al posto di Tiboni e Scapini entrambi infortunati. Menichini,
costretto a rinunciare allo squalificato Coletto, risponde con un
centrocampo a cinque e Pesenti unica punta.
Ospiti pericolosi al 13’ con Caliari, servito in verticale da
Silvestri: il centrocampista lombardo scocca il destro appena dentro
l’area di rigore, Rafael respinge. Bella discesa di Moracci sulla
sinistra al 17’, il cross verso il secondo palo è deviato in corner
dalla difesa.
Al 27’ punizione di Moracci dalla trequarti, lo spiovente è raccolto
da Girardi che di testa impatta a lato. Traversone dalla sinistra
dello stesso Girardi per Parolo al 36’, il trequartista manca il
tap-in. Due minuti dopo ancora il centrocampista ex Foligno si
accentra, Campisi colpisce di prima intenzione dal limite dell’area
senza impensierire Gazzoli.
Sponda di Gomez per Girardi al 57’, il mancino della punta
napoletana è bloccato in due tempi da Gazzoli. Pintori prova la
girata verso il palo lontano al 64’, Rafael blocca. Cross dalla
sinistra di Moracci al 69’, il colpo di testa di Girardi è debole e
Gazzoli controlla.
Lancio lungo dalle retrovie di Ceccarelli per Girardi all’87’, la
punta colpisce male da pochi passi e Gazzoli blocca. Dopo sei minuti
di recupero l'arbitro decreta la fine delle ostilità, terzo pareggio
su tre incontri tra Hellas Verona e Lumezzane.
Mezzo
passo falso in casa per la truppa di Remondina. Non comincia bene il
2009 dell’Hellas che si deve accontentare di un pareggio al
Bentegodi nella prima giornata di ritorno. Il Lumezzane non ha
tradito le previsioni, le dichiarazioni di Leo Menichini alla
vigilia della partita sono servite solo per gettare un po’ di fumo
negli occhi. «Nessun catenaccio, faremo la nostra partita», aveva
detto il tecnico dei valgobbini. Un po’ di pretattica non guasta mai
e Menichini, buon allievo di Carletto Mazzone, si è presentato in
riva all’Adige con quattro difensori in linea ben bloccati davanti a
Gazzoli, cinque centrocampisti e un solo attaccante, lasciato solo
soletto nella metà campo del Verona.
Una volta si chiamava «catenaccio», ora parlano di nove giocatori -
più il portiere - dietro la linea della palla. Ma le giustificazioni
non servono. I bresciani hanno fatto la loro partita, il Verona ha
fatto troppo poco per vincerla, su questo non ci sono dubbi.
Remondina deve rinunciare a Tiboni e Scapini, i due attaccanti che
hanno giocato da titolari nelle ultime partite, e passa il testimone
a Gomez e Girardi, il giocatore che doveva essere il colpo di
mercato per l’Hellas che s’è trovato in panchina dopo una manciata
di partite. Un’occasione importante per l’attaccante del Chievo che
potrebbe tornare alla «casa madre» proprio nel mercato di gennaio
per essere girato in una piazza pronta a farlo giocare.
Marco Parolo, ex compagno ai tempi del Foligno, giostra alle spalle
di Girardi, in mezzo al campo ancora Bellavista e Garzon con Campisi
che vince il ballottaggio con Corrent. In difesa vengono confermati
Ceccarelli e Conti in mezzo alla difesa, Moracci è sempre sulla
fascia sinistra, a destra rientra Mancinelli.
L’Hellas parte con lo spirito giusto ma passano pochi minuti e si
capisce già come si svilupperà la partita.
Bellavista in cabina di regia e gialloblù in avanti, Lumezzane
raccolto nelle proprio metà campo pronto a ripartire sulle fasce con
Scaglia a sinistra e Pintori a destra che ingaggia un bel duello con
Moracci sulla corsia sotto la tribuna centrale, più che una partita
di calcio sembra una sfida di hockey su ghiaccio.
Sembra di essere tornati indietro di qualche mese, il Verona non ha
più il ritmo che s’era visto con il Novara, con il Legnano anche in
trasferta, a Cesena, nonostante la sconfitta finale. I gialloblù
tengono palla, il fraseggio è buono, si cerca di aprire la
retroguardia ospite ma i passaggi sono sempre per vie orizzontali e
quando i centrocampisti verticalizzano per Girardi, il veronese
Chiecchi e Pisacane non concedono nulla all’attaccante del Verona.
Meglio Gomez e Parolo - quando accende la luce - che provano qualche
giocata in slalom tra le gambe degli avversari per regalare
superiorità numerica in fase offensiva.
Tanta buona volontà ma le occasioni non arrivano. Il primo brivido,
dopo venti minuti, lo regala il difensore del Lumezzane Pini che
anticipa Garzon di testa e sfiora l’autogol ma la palla si spegne
sull’esterno della rete.
Il Verona dà segnali di risveglio, Campisi calcia male un buon
assist di Gomez, alla mezz’ora Domenico Girardi stacca bene ma non
inquadra lo specchio della porta dopo una bella punizione di Moracci
che mette in mezzo dalla fascia sinistra.
La prima frazione di gioco si chiude con una lieve superiorità
territoriale dei gialloblù - Parolo ha una buona occasione e
conclude malissimo - ma l’intervallo spegne l’ardore di Rafael e
compagni.
La ripresa non regala sussulti, l’Hellas tiene palla ma Gazzoli para
senza grandi difficoltà su Parolo e Girardi. Il Lumezzane non mette
mai il naso fuori dal centrocampo, quando ci prova Scaglia la
conclusione è da dimenticare.
Remondina vuole i tre punti, non ha molte alternative ma getta nella
mischia tre uomini più freschi come Da Dalt, Corrent e Anaclerio e
toglie Garzon, Campisi e Gomez. Nella fase finale della partita il
Verona ci prova con tutte le energie che ha ancora a disposizione,
Girardi fa una bella cosa in area tra due avversari ma il tiro è
troppo debole, all’ultimo minuto Anaclerio se ne va sulla sinistra e
regala un assist d’oro a Parolo, sinistro da dimenticare. Ci sono
sette minuti da recuperare, le idee latitano, l’Hellas getta palloni
in mezzo, a pochi secondi dalla fine Gazzoli esce male, Girardi è
lì, Chiecchi rimedia come può, sfiora l’autogol ma mette in angolo.
Finisce zero a zero.