alla fine centrati i sette risultati utili
consecutivi
VERONA - I gialloblù ripartono dal pareggio ottenuto sul campo della
Pro Patria, Legnano reduce dallo 0-3 casalingo con la capolista Spal.
Remondina schiera Conti al posto dell’infortunato Bergamelli,
confermando Campagna sulla destra della linea difensiva e Campisi a
centrocampo. Maggioni e Rossini, fermati dal Giudice Sportivo,
vengono invece sostituiti da Enow e Cilona.
Ospiti in vantaggio al 9’ con Bertoli, abile ad
anticipare tutti di testa su un corner calciato dalla sinistra. Al
13’ penalty per l’Hellas, Garzon viene atterrato da Cilona a pochi
passi dalla porta. Ammonizione per il difensore lilla. Sul dischetto
si presenta Tiboni, che estrae dal cilindro un
rigore alla Totti: cucchiaio e Ioime battuto.
Raddoppio per Bellavista e compagni sei minuti dopo: punizione dalla
trequarti di Campisi, tap-in di Scapini che colpisce il palo,
Conti è pronto a ribadire in rete. Conti serve
Moracci sulla corsa al 29’, cross al centro per Scapini, deviazione
alta sopra la traversa.
Tiboni trova la doppietta personale al 32’ quando
aggancia un lancio dalle retrovie e supera in velocità il proprio
marcatore, battendo Ioime con un potente destro. La stessa punta di
scuola atalantina crossa dal fondo per Scapini al 39’, l’ex Cuneo
non riesce ad impattare in maniera decisiva.
Poker scaligero al 42’ ancora con Tiboni: lancio
col contagiri di Garzon per l’attaccante, che appena entrato in area
conclude sul palo lontano trafiggendo nuovamente Ioime. Allo scadere
della prima frazione contropiede lombardo con Nizzetto, il cui
destro fa la barba al palo della porta di Rafael.
Discesa sul lato sinistro della difesa lombarda per Scapini al 49’,
Campisi scocca il destro concludendo abbondantemente alto. Al
quarto d’ora della ripresa Lanteri approfitta di
un’indecisione della retroguardia ed accorcia le distanze.
Bellavista serve l’accorrente Girardi sulla fascia destra al 65’,
cross per Scapini che anticipa la difesa avversaria, palla di poco a
lato. Quattro minuti dopo perfetto corner di Nizzetto che imbecca
Bertoli a centro area, Rafael respinge il colpo di testa del
capitano legnanese.
Il Legnano accorcia le distanze con Romeo al 71’,
quando il neo-entrato trova il tap-in su servizio di Chiazzolino.
Passaggio filtrante di Bellavista per Scapini all’83’, Ioime
anticipa in uscita l’intervento dell’attaccante. Punizione dai venti
metri di Bosio all’86’, Rafael blocca a terra.
La gara termina dopo sei minuti di recupero, Hellas dai due volti:
spettacolo nel primo tempo, grande paura nel secondo.
Pazzo Verona
Una vittoria
con i brividi di Luca Mantovani
Gialloblù vanno sotto e poi calano un poker
con la tripletta di Tiboni e la rete di Conti
Nella ripresa calano e il Legnano sfiora il
pari
Prima
i sogni, poi gli incubi. Mamma mia che Verona. l’Hellas sfrutta
ancora il «fattore Bentegodi» e batte il Legnano ma i diecimila
fedelissimi gialloblù hanno vissuto una domenica da cuori forti.
«Vi regaleremo mille emozioni», aveva detto Gian Marco Remondina
alla presentazione della squadra. Detto, fatto. L’Hellas nelle
ultime partite è sceso dalla giostra a cavalli e ha comperato il
biglietto per le montagne russe.
La svolta è arrivata a Sesto San Giovanni quando Bellavista e
compagni hanno raddrizzato una partita dopo il due a zero per i
padroni di casa alla fine del primo tempo. E la sfida casalinga con
il Novara? Piemontesi padroni del campo all’inizio, tre o quattro
occasioni da gol, la rete del vantaggio firmata da Sinigaglia. Poi
la replica gialloblù, tre sigilli di buona fattura e la «corazzata»
torna a casa con le pive del sacco. Grande personalità anche a
Busto, finisce senza reti ma la prima della classe non dorme sonni
tranquilli.
La storia non cambia con il Legnano. Remondina non tocca la squadra
che parte titolare - l’unica novità è Conti al posto di Bergamelli
infortunato - ma i lilla passano in vantaggio dopo otto minuti.
Corner di Nizzetto, una partita da applausi per il giovane veronese,
dormita colossale in mezzo all’area, Bertoli stacca tutto solo e
batte Rafael. Tanti brividi lungo la schiena. «Vuoi vedere che anche
questa volta va a finire come l’anno scorso quando il Legnano umiliò
i gialloblù?» Non è così.
Le paure svaniscono dopo una manciata di minuti. Al quarto d’ora
Moracci se ne va sulla sinistra, cross in mezzo, Scapini sfiora di
testa, Garzon entra in area dalla destra, Cilona lo mette giù, è
rigore. Sul dischetto va Tiboni, colpo sotto di gran classe e palla
in rete.
Il Verona è tornato, Bellavista riprende in mano la manovra, il
Legnano è in confusione e non esce più dall’area di rigore. Al 17’
Tiboni se ne va sulla fascia, entra in area e serve a Scapini un
assist d’oro, tiro improvviso, un difensore respinge con la coscia.
Il sorpasso è solo rimandato, sessanta secondi dopo il Verona passa.
Punizione di Campisi, Scapini colpisce di ginocchio sul secondo
palo, palla sul «legno», Conti anticipa tutti e mette dentro. Non è
finita. Il Legnano non ha fatto i conti con Tibogol. L’attaccante
gialloblù è scatenato e va a segno con due «sventole» di destro al
30’ e al 40’: sulla conclusione del terzo gol Ioime ci mette del suo
ma sulla botta che regala il poker all’Hellas il portiere dei lilla
non può far altro che raccogliere la palla in fondo al sacco e
applaudire la prodezza del bomber di Desenzano.
Partita finita? Certo. L’Hellas tiene il campo senza problemi, gli
avversari hanno già la testa negli spogliatoi.
La ripresa? «Una formalità», dicono i più. Probabilmente lo pensano
anche i gialloblù e Remondina si fa prendere la mano. Fuori Moracci
dentro Loseto, fuori Tiboni dentro Girardi, anche loro fanno parte
del gruppo, anche loro devono crescere. «Se non lo faccio sul
quattro a uno...», pensa il tecnico gialloblù. Un errore di
valutazione. Attilio Lombardo manda in campo Romeo al posto dello
spento Zaninetti e sposta in avanti il raggio d’azione degli ospiti.
La mossa dell’ex doriano viene premiata al quarto d’ora quando
Lanteri conquista palla al limite, s’infila tra i difensori, salta
anche Rafael in uscita e mette dentro a porta vuota. Terzo gol in
tre partite contro l’Hellas, il «francesino» è veramente una bestia
nera per i gialloblù. Pochi minuti dopo la rete Lombardo toglie
anche Lanteri e getta nella mischia Albanese. Il Legnano si getta
all’assalto, il Verona perde la testa, gli attaccanti sono troppo
isolati in avanti, i centrocampisti non hanno più i tempi giusti per
andare in pressing, i difensori sbagliano qualche rinvio di troppo.
Cambia l’inerzia della partita, i lilla ci credono e si gettano in
avanti, senza grandi idee ma con la forza della disperazione. Al 26’
Romeo premia gli sforzi di Nizzetto e compagni e batte Rafael dopo
una mischia in area.
Verona quattro, Legnano tre. Partita riaperta e restano ancora venti
minuti - più recupero - da giocare. Un quarto d’ora di silenzio al
Bentegodi, il pubblico segue la gara con il cuore in gola, i
giocatori in campo non mandano certo segnali positivi. Gli uomini di
Lombardo gettano palloni in mezzo all’area, i difensori gialloblù
respingono «alla viva il parroco». Nella fase finale sale l’urlo dei
tifosi, l’Hellas reagisce, il bunker non crolla. Finisce con sei
minuti di recupero, il triplice fischio di Manna arriva come una
liberazione.