Secondo pareggio
consecutivo per i gialloblù,
la porta lombarda sembra stregata
VERONA – In occasione della sfida col Lecco il tecnico scaligero
Gian Marco Remondina si affida a Tiboni e Scapini come terminali
d’attacco, supportati da Parolo sulla trequarti. Nel pacchetto
arretrato confermato Ceccarelli al fianco di Bergamelli, con
Mancinelli e Moracci sulle corsie esterne. Cadregari deve rinunciare
allo squalificato Orlandi, sostituito da Andreoletti, ma ritrova
Alteri a comporre il tandem offensivo con Romanelli.
Al quarto d’ora Galeotti sguscia via sulla fascia destra e mette al
centro per Alteri, il colpo di testa dell’attaccante non inquadra la
porta. Tiboni salta un avversario sul lato destro dell’area di
rigore lombarda e mette al centro al 43’, il pallone è raccolto da
Garzon, il cui mancino è deviato e termina tra le braccia di
Andreoletti. Un minuto dopo clamorosa occasione per i gialloblù:
Moracci supera Romanelli e crossa rasoterra verso il centro
dell’area, Scapini devia a lato di un soffio sul palo lontano.
In apertura di secondo tempo lancio perfetto dalla metà campo per
Alteri, provvidenziale intervento di Ceccarelli a chiudere. Corrent,
situato sul lato sinistro dell’area, imbecca perfettamente Garzon
sul lato opposto al 53’, il destro dell’ex Chievo termina però sopra
la traversa. Hellas vicinissimo al gol al 63’: Tiboni crossa per
Corrent, palla che sfila all’interno dell’area di rigore, Parolo
sbaglia il tap-in da pochi passi.
Al 70’ passaggio smarcante di Garzon per il neo-entrato Girardi,
traversone rasoterra verso il centro, la difesa lombarda respinge.
Cross tagliato di Alteri per Buda all’82’, Rafael blocca il colpo di
testa. Spizzata di Girardi per Scapini all’82’, l’attaccante di
Bovolone vede Andreoletti fuori dai pali e prova il tiro, palla alta
sopra la traversa. Punizione di Anaclerio al 92’ respinta coi pugni
da Andreoletti, Mancinelli conclude di destro senza trovare lo
specchio della porta.
Il match finisce dopo quattro minuti di recupero, l’Hellas paga
ancora una volta la mancanza di freddezza di fronte ad un Lecco che
non ha praticamente mai tirato in porta.
Bentegodi
ancora amaro
per il Verona di Luca Mantovani
Ancora
un passo falso al Bentegodi. Questa volta è arrivato un pareggio,
dopo le sconfitte con Padova e Ravenna, ma il punto conquistato con
il Lecco non fa dormire sonni tranquilli al Verona di Remondina.
Poteva essere l’occasione giusta per chiudere una parentesi negativa
- due punti nelle ultime cinque partite - e rilanciare la corsa
dell’Hellas verso l’alta classifica.
«Lì davanti c’è un piccolo castello, proviamo ad attaccarlo», aveva
detto in settimana il tecnico del Verona.
Non è andata così, il Verona ha mostrato ancora una volta i limiti
di sempre. Poca concretezza sotto porta, tanti passaggi sbagliati in
mezzo al campo, praticamente nullo l’apporto degli esterni. La nota
positiva arriva dalla difesa, l’innesto di Ceccarelli ha portato un
po’ di esperienza in più e nelle ultime due partite l’Hellas non ha
subito gol. Un piccolo sorriso in una domenica che ha riportato
l’ambiente gialloblù in quella depressione che accompagna il Verona
da qualche anno. Passano le giornate e la squadra non trova il passo
giusto per tenere il ritmo delle prime e, anche se non erano state
fatte promesse all’inizio dell’anno, si riaffacciano gli incubi
delle ultime stagioni: sempre in fondo alla classifica oppure, nella
migliore delle ipotesi, un campionato senza infamia e senza lode in
attesa di tempi migliori.
Un’occasione sprecata, inutile negarlo. C’erano tutti i presupposti
per fare bene. La voglia di riscatto dopo un periodo difficile, una
squadra alla portata dei gialloblù, i diecimila - ieri erano poco
meno di 9500 - pronti a sostenere Corrent e compagni.
Poche le sorprese anche dal punto di vista tattico. Adriano
Cadregari schiera il suo Lecco con un 4-2-3-1 che diventa un 4-5-1
in fase difensiva per chiudere tutti gli spazi a centrocampo, il
Verona risponde con la solita difesa a quattro, Bellavista in regia,
Corrent e Garzon che possono lanciarsi sulle fasce, Parolo alle
spalle di Tiboni e Scapini.
L’Hellas ci prova ma la manovra stenta a decollare. Soliti tocchi,
tanti passaggi in orizzontale, qualche errore di troppo in mezzo al
campo. Soprattutto troppa prevedibilità, un gioco accademico che non
regala sussulti e cambi di ritmo, il Lecco si difende con ordine e
quando può riparte con i velocissimi Corti e Carrara che sia
poggiano ad Alteri per regalare qualche minuto di respiro alla
retroguardia bluceleste.
Un dominio sterile che porta a una bella girata di Parolo su cross
di Garzon e a qualche mischia in area su calci piazzati.
C’è anche il tempo per reclamare un rigore, Grimaldi mette a terra
Scapini in area ma l’arbitro lascia correre.
Allo scadere della prima frazione di gioco l’occasione che potrebbe
cambiare la partita. Splendida l’azione di Moracci sulla fascia
sinistra, perfetto l’assist per Scapini, solo a pochi passi da
Andreoletti. Pronto il sinistro ma la palla esce a pochi centimetri
dal palo.
Cambia faccia l’Hellas all’inizio della ripresa, i gialloblù alzano
il baricentro di una ventina di metri, regalano un po’ di campo agli
avversari ma assediano l’area del Lecco con la giusta intensità.
Al 13’ grande lavoro di Corrent sulla sinistra, palla in mezzo, velo
di Scapini, Garzon è solo in area, controlla e tira. Altissimo sopra
la traversa.
Cinque minuti dopo Corrent mette in azione Scapini in area, Grimaldi
lo atterra, i gialloblù chiedono il rigore, l’arbitro lascia
correre. Passano pochi secondi e l’Hellas getta al vento un’altra
occasione d’oro con Parolo che arriva in ritardo sul tiro di Corrent,
a pochi passi da Andreoletti.
Fuori Tiboni, dentro Girardi. Sono saltati tutti gli schemi, l’Hellas
cerca il vantaggio, il Lecco si difende ma non ha più la forza per
ripartire.
C’è solo una squadra in campo, prendono coraggio anche Mancinelli e
Moracci che spingono con continuità sulle fasce. Al 25’ ancora
Hellas. Corner di Corrent, mischia in area, Bergamelli cerca la
deviazione di testa, respinge la difesa bluceleste, Parolo controlla
in area e si gira con un bel destro, il portiere è proprio lì e para
come può. Remondina cambia anche Corrent e Parolo e getta nella
mischia Campisi e Anaclerio per alimentare la manovra d’attacco ma
il Lecco non vuole farsi sfuggire un punto preziosissimo, in un
campo importante come il Bentegodi. A pochi minuti dalla fine,
rilancio delle difesa gialloblù, sponda di Girardi, botta dal limite
di Scapini, ancora alto. Finisce zero a zero. I gialloblù applaudono
la Curva ma, dalla tribuna, piovono fischi su Remondina.