Dalla
curva sud «Butei liberi»
ma una parte di stadio fischia
di
Alessandra Vaccari
«Verona
sempre solo galera». Lo striscione campeggiava ieri pomeriggio sulla
ringhiera dell’ingresso alla curva Sud.
Uno slogan di protesta per sottolineare che solamente i tifosi del
Verona vengono arrestati, quasi un’azione persecutoria nei confronti
dei «butei». Da mesi negli ambienti vicini alla destra si rimarca
che indagati finiscono per esserlo soltanto esponenti di una parte
politica mentre in altri casi che li vedono come vittime le indagini
sembrano andare a rilento.
E un riferimento ai ragazzi in carcere sia per l’omicidio Tommasoli,
di cui oggi comincia il processo, che per l’aggressione in piazza
delle Poste è stato fatto sempre dalla curva Sud che in un paio di
occasioni ha lanciato lo slogan: «Butei liberi, butei liberi»,
riferendosi ai giovani in carcere, ma i cori sono stati fischiati da
altri tifosi della curva e della gradinata.
VERONA - La Prima Divisione torna in campo dopo aver osservato un
turno di sosta la scorsa settimana: in questo arco di tempo la
società gialloblù è passata all’imprenditore Giovanni Martinelli, e
la rosa è stata rafforzata con quattro innesti.
Domenica che inizia all’insegna del fair-play, con le formazioni del
vivaio scaligero a sfilare sulla pista di atletica del "Bentegodi",
portando uno striscione contenente slogan a favore della sportività.
Marco Mancinelli viene invece premiato con una maglia
personalizzata, per celebrare le sue 100 presenze ufficiali con l’Hellas
Verona. Prima del fischio d’inizio un minuto di raccoglimento come
commemorazione della scomparsa di Floriano Soldi, prima
caporedattore e poi direttore del "Mondo Padano".
Remondina è costretto a rinunciare in extremis a Ceccarelli a causa
dell’influenza, Mondonico schiera Riganò davanti ad uno degli ex di
turno, Domenico Morfeo. Pronti-via e gialloblù subito in vantaggio:
dopo 7’ Parolo viene steso sul lato sinistro dell’area di rigore da
Bianchi, ammonito nell’occasione. La punizione viene calciata col
contagiri da Corrent, Girardi di testa devia in
fondo al sacco.
I grigiorossi rispondono cinque minuti dopo con Coda,
abile ad agganciare un lancio dalle retrovie e battere Rafael con un
pallonetto. Raddoppio degli uomini di Mondonico al 25’ con
Riganò, che di sinistro mette in rete una corta respinta
di Rafael sulla conclusione ravvicinata di Coda.
Tris grigiorosso al 50’, ancora con Coda.
L’attaccante lombardo sfrutta una ripartenza sugli sviluppi di un
corner gialloblù, e su servizio di Vitofrancesco trafigge Rafael da
fuori area. Due minuti dopo ci prova Parolo con un sinistro dai
sedici metri, Paoloni blocca senza problemi.
Cremonese in dieci dal 54’, quando Bianchi A. riceve il secondo
cartellino giallo per un intervento falloso su Gomez all’altezza dei
venti metri. Rantier si rende pericoloso su punizione da fuori area
al quarto d’ora, palla di poco a lato. Il neo-entrato Anzalone
riceve il cartellino rosso diretto per un fallo su Mancinelli al
63’, lombardi in nove uomini.
Miracolo di Paoloni al 73’ su un’incornata di Girardi,
imbeccato con un traversone dalla sinistra di Pugliese. La stessa
punta campana accorcia le distanze al 75’, quando raccoglie un tiro
sbilenco di Parolo, controlla il pallone e di testa mette in rete.
Hellas in dieci all’80’, quando Tasso punisce un intervento di
Rantier su Paoloni con la massima sanzione. Conclusione strozzata a
terra di Tiboni all’83’, con la punta scuola Atalanta ad
approfittare di una torre di Parolo su cross dalla destra di
Anaclerio.
Dopo quattro minuti di recupero l'arbitro decreta la fine delle
ostilità, come a San Benedetto del Tronto la doppietta di Girardi
non basta, Hellas battuto da una Cremonese che fa tesoro della
propria esperienza.
Un
debutto amaro per il nuovo presidente dell’Hellas. Il «Martinelli
day» si chiude con la sconfitta del Verona al Bentegodi, un ko che
rilancia le ambizioni della Cremonese e spegne le illusioni della
trupppa gialloblù che si allontana dalla zona play off.
Ancora una volta Corrent e compagni devono recitare il «mea culpa»,
i grigiorossi fanno poco o nulla per vincere ma quando si vedono
offrire sul vassoio d’argento una serie di regali ai quali non si
può dire di no, Riganò e Morfeo ne approfittano e fanno la
differenza. Sono giocatori che hanno esperienza e qualità, non c’è
bisogno di aiutarli troppo.
Un’altra lezione severa per l’Hellas che parte bene e mette subito
in difficoltà la «corazzara» di Mondonico.
Remondina deve rinunciare a Ceccarelli, colpito dall’influenza nella
notte, e si affida alla coppia Bergamelli e Conti in mezzo alla
difesa con Mancinelli a destra e Pugliese a sinistra, subito in
campo dopo il suo trasferimento dal Monopoli. A centrocampo torna
Corrent al posto dello squalificato Garzon, in avanti il tecnico
gialloblù ripropone Girardi e Gomez con Parolo a sostegno. Tiboni e
Girardi partono dalla panchina.
Passano solo sette minuti e il Verona va in vantaggio. Parolo è
ispirato, viene steso al limite dell’area da bianchi, sulla palla va
Corrent, perfetto il cross, stacco di testa di Conti, Paoloni
respinge come può, forse la palla è dentro ma Girardi non ci pensa
un attimo, anticipa tutti e mette dentro.
Vola l’attaccante gialloblù, incontenibile l’entusiasmo dei
quindicimila tifosi che affollano il Bentegodi per il debutto di
Martinelli.
La Cremonese accusa il colpo, il Verona è apadrone del campo,
conquista palla e riparte, affonda i colpi, Viali e Fietta si
difendono come possono in mezzo all’area, Morfeo e Riganò non
toccano palla. Ma è troppo presto per cantar vittoria. All’11’ ecco
la fiammata, improvvisa. Esterno di Morfeo sulla trequarti, non
scatta il fuorigioco della difesa gialloblù, ci sono tre grigiorossi
soli davanti a Rafael, Coda colpisce male ma il suo pallonetto beffa
il portiere dell’Hellas e la Cremonese pareggia.
Un errore che riapre la partita e rimette in corsa la squadra di
Mondonico. Il Verona sbanda per qualche minuto, non ha più la
lucidità che aveva dimostrato nei primi minuti, Saverino e Morfeo
hanno la capacità di addormentare il gioco.
Al 25’ ancora un lampo dell’ex fantasista di Verona, Fiorentina e
Parma. La difesa dell’Hellas sale, lui trova il corridoio giusto per
Vitofrancesco sulla sinistra, palla in mezzo, Mancinelli ci mette il
piede, Rafael fa un mezzo miracolo per evitare l’autogol, Riganò è
lì, a due passi, gran sinistro e sorpasso grigiorosso.
Mancano una ventina di minuti alla fine del primo tempo ma l’Hellas
accusa il colpo e la Cremonese controlla la gara senza troppi
problemi.
All’inizio della ripresa Remondina toglie Campisi e manda in campo
Rantier che fa coppia con Girardi in avanti, Gomez gioca alle spalle
dei due attaccanti, Parolo retrocede nel tridente di centrocampo.
Una mossa buona? Non c’è nemmeno il tempo per capirlo, al 6’ arriva
il tris. Angolo per il Verona, la Cremonese riparte, i gialloblù si
fanno trovare impreparati - e non è la prima volta che succede -
Vitofrancesco mette una buona palla per Coda che fa partire un
destro perfetto dal limite dell’area. Il tiro si spegne nell’angolo
alla sinistra di Rafael, a fil di palo. Sembra tutto finito,
Remondina toglie Corrent e getta nella mischia anche Tiboni che
gioca al centro con Girardi, sulle fasce Rantier e Gomez, Bellavista
e Parolo sono i due centrali. Un 4-4-2 che si trasforma in 4-2-4 in
fase offensiva. La Cremonese va in difficoltà, resta in dieci al 10’
per l’espulsione di Bianchi, in nove al 19’ quando Anzalone, appena
entrato, finisce sotto la doccia per un brutto fallo su Mancinelli.
L’Hellas va all’arrembaggio, Paoloni toglie dal sette una gran palla
di Girardi ma l’attaccante gialloblù si rifà alla mezz’ora quando
firma la doppietta e riapre la partita. Il Verona può farcela,
Mondonico si chiude ancora di più: toglie Gori e mette Argilli,
fuori Morfeo, dentro Leo Colucci. Si alza l’urlo del Bentegodi, il
Verona può farcela, i grigiorossi vacillano, stanno per crollare ma
arriva il patatrac. Contrasto in area di rigore tra Rantier e
Paoloni, l’arbitro vede un fallo volontario dell’attaccante francese
e lo espelle. L’Hellas ha sempre un uomo in più ma la stanchezza si
fa sentire, le idee scarseggiano e la Cremonese porta a casa i tre
punti.