VERONA
- Ultima di campionato tra le mura amiche per i gialloblù di
Remondina, con l'obiettivo di congedarsi nel migliore dei modi
davanti al proprio pubblico. Il tecnico di Rovato sostituisce lo
squalificato Parolo con Anaclerio, confermando Sibilano al centro
della difesa a far coppia con Bergamelli. In panchina il
centrocampista brasiliano della Berretti Jorginho. Bisoli schiera
Motta al fianco di Djuric come terminale offensivo, in mancanza
dell'infortunato Veronese. Circa quattromila i tifosi romagnoli
giunti al "Bentegodi".
Discesa
sulla destra di Schelotto al 2', il difensore argentino riceve palla
da De Feudis ed appena dentro l'area conclude di prima intenzione,
calciando alto sopra la traversa. A causa del riacutizzarsi della
pubalgia Julien Rantier abbandona il campo al 31', al suo posto
Gomez. Campionato finito per il francese. In chiusura di primo
tempo, al 42', Anaclerio scavalca la difesa avversaria con un
pallonetto ed imbecca Scapini, l'attaccante anticipa l'intervento di
Ravaglia senza inquadrare lo specchio della porta.
Zebi
riceve all'altezza dei venti metri al 51', stoppa di petto e prova
la botta, Rafael devia in calcio d'angolo. Quattro minuti dopo
Anaclerio imita l'ex Foligno raccogliendo un servizio di Gomez, sul
mancino scoccato dal limite interviene Ravaglia. Al 61' bella
incursione di Bellavista che triangola prima con Corrent poi con
Anaclerio, il servizio centrale non viene però raccolto da Scapini.
Schelotto approfitta di un'indecisione della retroguardia scaligera
e a tu per tu con Rafael batte di destro, il numero uno dell'Hellas
non si fa superare.
Scapini
viene anticipato in uscita bassa da Ravaglia al 68', Gomez tenta il
pallonetto sulla respinta, alto sopra la traversa. Al 79' la
punizione dal limite di Campisi viene raccolta dall'estremo
difensore bianconero senza che Dianda riesca ad intervenire col
tap-in. Sempre su calcio da fermo il Cesena si rende pericoloso con
Ferretti che colpisce di destro dalla trequarti allo scedere, Rafael
va coi pugni. Dopo cinque minuti di recupero termina la stagione, la
formazione di Bisoli può festeggiare la promozione in cadetteria in
virtù del pari tra Pro Patria e Padova.
Ancora
uno zero a zero, ancora una volta in casa. L’andamento dell’ultima
gara della stagione riflette le caratteristiche di una squadra che
gioca, corre e lotta ma che si smarrisce nell’area di rigore
avversaria.
E così i diecimila tifosi dell’Hellas assistono, a malincuore, alla
festa della promozione del Cesena e dei suoi «fedelissimi» che hanno
abbandonato le assolate spiagge della Romagna per sostenere i
bianconeri anche al Bentegodi.
Corrent e compagni hanno cercato in tutti i modi di rovinare la
festa del Cesena, hanno coperto tutti gli spazi, hanno stretto i
denti, hanno concesso una sola occasione - un destro impreciso di
Schelotto all’inizio della gara - in novanta minuti. Hanno tenuto in
mano le redini del gioco con sapienza tattica e buone geometrie e,
quand’è servito, hanno affondato il tackle. E, tanto per gradire,
hanno preso a male parole il tecnico avversario Pierpaolo Bisoli che
viaggia in maniera inversamente proporzionale: tanto è bravo come
allenatore, tanto è antipatico come uomo di calcio.
Nulla da dire, però, al Cesena che vince il campionato e ritorna in
B dopo un anno di purgatorio in Lega Pro. Un giusto mix tra
giocatori di qualità, uomini di categoria, giovani emergenti come il
portiere Ravaglia, l’esterno Schelotto o l’attaccante Djuric. Non
sta benissimo Bisoli che deve rinunciare agli squalificati
Giaccherini e Sacilotto e agli infortunati Campedelli, Ricci, Bonura
e Chiavarini. Non sta molto meglio Remondina che fa i conti con
l’assenza di Parolo squalificato e con il forfait di Mancinelli,
Conti, Tiboni e Girardi.
Attacco da inventare per il tecnico gialloblù che conferma la difesa
e il centrocampo che hanno giocato a Monza dal primo minuto - con la
sola variante di Garzon per Campisi - schiera Scapini vicino a
Rantier con Anaclerio alle spalle delle due punte.
Subito una fiammata cesenate con Schelotto poi tanto Verona con
Anaclerio molto intraprendente che spazia da una parte all’altra del
fronte offensivo dell’Hellas.
Non fioccano le occasioni da gol, questo è vero, ma la pressione
gialloblù è costante e Rantier prima sfiora di testa un bel cross di
Corrent e poi cerca la punizione a giro dal limite ma la barriera
mette in corner. Finisce presto, però, la prova dell’attaccante
francese. Alla mezzora chiede il cambio, Remondina getta nella
mischia Gomez. La gara si trascina stancamente fino all’intervallo,
il Verona cerca di rifiatare, il Cesena controlla e aspetta notizie
da Fiorenzo Treossi - l’ex arbitro ora fa il team manager della
squadra romagnola - collegato in diretta con Padova dove gioca la
Pro Patria.
All’inizio del secondo tempo partono meglio gli ospiti, prima Cusaro
sfiora di testa su un bel corner di Motta poi Zebi prova la gran
botta dalla lunga distanza. Rafael si distende e mette in angolo.
Una fiammata e nulla più. Bellavista riprende in mano le redini del
gioco e la manovra gialloblù riparte.
Passano i minuti e cresce la tensione. L’Hellas spinge
sull’acceleratore e cerca la vittoria per chiudere nel migliore dei
modi la stagione della rinascita davanti al pubblico amico, i
romagnoli vogliono la vittoria per scongiurare le cattive sorprese
che potrebbero arrivare da Padova. Ma, questo è evidente, la
pressione può giocare brutti scherzi dopo un campionato lungo e
difficile, gli uomini di Bisoli non hanno la forza e le idee per
abbattere il muro gialloblù.
Anzi, intorno al ventesimo, il Verona costruisce due occasioni da
gol importanti e, in pochi minuti, sono netti i falli commessi in
area di rigore dai difensori in maglia bianca. Atterrano Scapini
sull’assist di Bellavista poi cinturano Gomez sul cross di Corrent.
«Rigore sacrosanto», dicono i giornalisti di Rai Sport Sat che
trasmettono la partita in diretta e che possono rivedere le immagini
al rallentatore. Ma l’arbitro non la pensa allo stesso modo e fa
proseguire.
Remondina manda in campo le forze fresche a disposizione, Campisi e
Dianda per Corrent e Anaclerio. Non serve a nulla, finisce zero a
zero ma la Curva regala un grande applauso ai ragazzi in gialloblù.
C’è tempo anche per una piccola rissa, tutto nasce davanti alla
panchina romagnola dove Bisoli cerca ancora Bellavista per
insultarlo ma il centrocampista dell’Hellas non fugge certo davanti
al tecnico avversario. Poi arriva la notizia da Padova, la Pro
Patria ha pareggiato, il Cesena torna in B, l’Hellas chiude con
qualche amarezza di troppo.